L’INTERVISTA
Francesco Caggiano, un talento multitasking
Dai social, ad Amici e poi a The Voice. Il cantautore sarà al Varese Estense Festival. «È tra i più promettenti cantautori del panorama italiano», dice Serena Nardi, direttrice artistica dell’evento
Francesco Caggiano, il giovane cantautore e musicista uscito il cui nuovo singolo Un’alba senza luce, seconda posizione in classifica per più giorni consecutivi, è entrato nella Viral 50 Italia di Spotify, artista da oltre mezzo milione di follower sui social, che sa usare come mezzi di condivisione, e la sua “somiglianza” con Gian Carlo Menotti. «Si è configurato tra i più promettenti nuovi cantautori del panorama italiano. E il fatto che abbia ottenuti tutti questi risultati sul web fa pensare che, oltre che musicale, sia anche un talento nella comunicazione. Tutto questo lo era anche Menotti, anche se in un altro genere musicale, con quei talenti e quelle attitudini multitasking», è il parere di Serena Nardi, direttrice artistica del Varese Estense Festival Menotti che ha voluto nell’edizione di quest’anno anche Caggiano, ospite alla Fontana Estense alle 21 del 30 maggio, in un evento pensato per i giovani. «Per me è un onore e un piacere», commenta Francesco Caggiano, la cui canzone abbraccia «un po’ tutte le generazioni».
Francesco, che importanza hanno le emozioni nei suoi testi?
«Do tanta importanza alle emozioni di qualunque tipo. Spesso mi capita di parlare di storie d’amore e comunque relazionali. Questo pezzo nasce da un’esperienza personale, dall’esigenza di voler raccontare emozioni che ho provato. Parla di una tematica d’amore, però anche di quando si è incastrati in una situazione in cui trovi tanta incompatibilità. E tante persone si sono rispecchiate in questo testo: mi hanno scritto che grazie a questa canzone sono riuscite a uscire da una relazione in cui erano incastrati, o a lasciare andare qualcosa a cui tenevano molto. La canzone dice “ciò che hai amato farà sempre male se lo lasci andare”: in questo caso è riferito a un discorso di una relazione, però può essere traslato in tanti ambiti».
Come dialogano per lei la musica e i social?
«I social oggi assumono un ruolo molto importante per far conoscere la propria arte, ti permettono di trovarti faccia a faccia con un potenziale pubblico e capire se ti apprezza o meno. Non è uno strumento semplice, però ha tante potenzialità. A me è sempre piaciuta l’idea di utilizzare i social come strumento per condividere le passioni. Iniziai con gli animali, utilizzando i social come mezzo per sensibilizzare le persone al rispetto per la natura. Durante la pandemia iniziai a fare la stessa cosa con la musica, pubblicando i primi video che erano cover, e a vedere un feedback positivo. Nel 2021 iniziai anche a cimentarmi nella scrittura e nella pubblicazione dei miei brani spostandomi sul mio percorso artistico, ricerca della mia identità».
Lei ha partecipato ad Amici e a The Voice Generation: come è stata l’esperienza?
«In The Voice Generation c’è chi si presenta con il familiare, chi con l’amico, ed è molto bello perché dà tanto spazio anche al legame. L’esperienza ad Amici è andata molto bene a livello di feedback: quando sono entrato nello studio ho visto che c’erano diverse persone che mi avevano riconosciuto e lì ho avuto la consapevolezza reale che quando faccio queste cose con la musica non sono da solo, ma sento attorno tutto il calore, tutto quello che si è costruito nel tempo, anche grazie ai social».
Che cosa consiglia ai ragazzi che vogliono fare musica?
«I sogni si possono realizzare, quindi è giusto crederci, coltivare le proprie passioni, a prescindere da dove ti porteranno. Per me, le passioni sono da sempre quello che mi fanno sentire vivo. E soprattutto di impegnarsi per le cose in cui credi».
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