LA POLEMICA
Gallarate, Caruso contro Scanzi
L’assessore regionale interviene dopo le parole pronunciate dal giornalista a Gallarate contro Meloni, governo e centrodestra
Le parole pronunciate da Andrea Scanzi ieri sera, venerdì 29 maggio, a Gallarate, e i suoi attacchi alla premier, al governo e in generale al centrodestra, non sono piaciuti a Francesca Caruso. L’assessore regionale lombarda alla Cultura, gallaratese, è intervenuta con decisione in coda a “La sciagura”, il monologo del giornalista portato in scena al Teatro Condominio. «Trovo sempre curioso che Andrea Scanzi si senta autorizzato a distribuire patenti di legittimità morale» esordisce Caruso, commentando alcune affermazioni rilasciate da Scanzi e riportate dagli organi di stampa. E prosegue: «Dalle sue parole emerge l’idea che alcune persone siano più legittimate di altre a ricordarne la figura e l’eredità. In base a quale principio? A quello per cui la memoria di Falcone e Borsellino sarebbe una proprietà privata da concedere soltanto a chi supera un esame ideologico?».
«La nostra premier Giorgia Meloni - sottolinea Caruso - guida una nazione che ogni giorno combatte mafia, criminalità organizzata e illegalità attraverso l’azione dello Stato. Ignazio La Russa ricopre la seconda carica della Repubblica. Entrambi hanno il pieno diritto, e il dovere istituzionale, di onorare il ricordo di due servitori dello Stato assassinati dalla mafia. Il problema non è la critica politica, che in democrazia è sempre legittima. Il problema nasce quando il confronto delle idee lascia spazio alla convinzione che esistano persone più titolate di altre a custodire o a rappresentare determinati valori e memorie».
E ancora. «La verità – conclude Caruso – è che alcuni professionisti dell’indignazione sembrano tollerare la democrazia soltanto quando produce risultati conformi alle loro convinzioni. L'eredità di Falcone e Borsellino appartiene a tutti gli italiani e non necessita di certificazioni o autorizzazioni da parte di nessuno».
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