L’EVENTO
Gallarate, un concerto contro il cancro
Già sold out l'appuntamento di sabato 21 al Teatro Condominio
Un concerto contro il cancro. “Suoniamole al cancro” - in programma sabato 21 febbraio sul palco del Teatro Condominio, dove si esibirà il John Paul II Choir, in una serata già sold out - non è solo un evento, ma il ritratto di una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Oggi, martedì 3 febbraio, alla vigilia della Giornata internazionale contro il cancro, Gallarate ha riunito istituzioni, sanità, università e volontariato per raccontare l’iniziativa che mette al centro la forza della squadra. Un messaggio chiaro: contro la malattia non esistono solisti, ma un coro capace di trasformare l’impegno quotidiano in risultati concreti.
La rete che sostiene
Ad aprire la conferenza è stato il sindaco Andrea Cassani, che ha ringraziato i volontari CAOS, dieci persone presenti ogni giorno accanto alle pazienti: «Avete creato una comunità che abbiamo scelto di sostenere mettendo a disposizione una struttura comunale. È un aiuto piccolo rispetto al grande lavoro che fate». Accanto a lui l’assessore ai Servizi sociali Claudia Mazzetti, che ha ricordato il percorso condiviso con Adele Patrini: «Avete saputo costruire progetti e relazioni durature». Un impegno riconosciuto anche a livello regionale da Emanuele Monti, presidente della IX Commissione: «È un lavoro impegnativo, ma darà frutti».
Prevenzione, cura, umanità
Dal mondo accademico, Francesca Rovera, presidente della Scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria, ha sottolineato come «la cultura della prevenzione debba entrare nel percorso formativo dei giovani». Dalla sanità, John Tremamondo, direttore sociosanitario di Asst Valle Olona, ha ringraziato chi ogni giorno dona tempo: «Trasmettete questo altruismo ai giovani, ne abbiamo bisogno». I professionisti dell’area oncologica hanno ribadito un concetto chiave. Paola Ceriani, responsabile della Breast Unit: «Dove c’è informazione c’è prevenzione, e dove c’è prevenzione c’è vita». Maria Marconi, psico-oncologa, ha parlato di «una celebrazione della vita» e di un’armonia in cui nessuno resta solo.
Voci che diventano speranza
Il cuore emotivo dell’incontro è arrivato dalle testimonianze. Francesco, ex paziente e oggi volontario CAOS: «Ho deciso di restituire i sorrisi che ho ricevuto». Mary Vigolo, volontaria ed ex paziente, ha raccontato cosa significa «entrare in ospedale e non sentirsi un numero». Adele Patrini ha chiuso con l’immagine più potente: «Siamo un coro. Non ci ritroveremo a cantare il 95 per cento di guarigioni, ma il 100».
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