MUSICA
Gli U2 accanto a chi combatte per libertà
Nell’EP «Days Of Ash» anche cinque nuove canzoni e una poesia. La loro risposta agli eventi globali tra Ucraina, Usa, Israele e Iran
I tempi lo richiedevano. E gli U2, da sempre band impegnata socialmente oltre che artisticamente, ha deciso di rilasciare l’EP Days of Ash quasi d’improvviso, sull’onda di un’urgenza espressiva che le violenze di questi anni, mesi e settimane hanno reso incontenibile. Le sei tracce del lavoro sono infatti una risposta agli scenari di guerra e repressione della realtà che ci circonda, canzoni «di sfida e sgomento, di lamento» come ha dichiarato lo stesso cantante Bono Vox. In netta contrapposizione con le atmosfere festose dell’album che gli U2 pubblicheranno entro la fine dell’anno. Rilasciato il Mercoledì delle Ceneri (da qui il suo titolo), Days of Ashes si apre con American Obituary, reazione a caldo alla morte di Renée Nicole Macklin Good avvenuta a Minneapolis lo scorso gennaio durante una protesta pacifica. The Tears of Things deve il titolo dal libro del frate francescano Richard Rohr e immagina una conversazione tra il David di Michelangelo e il suo autore in cui la statua dichiara di non voler diventare Golia, nemmeno se questo significasse sconfiggere il gigante. L’EP dedica poi la terza traccia a Sarina, giovane curdo-iraniana brutalmente uccisa dalla polizia morale islamista del regime di Teheran nel 2022. Dopo questa Song of the Future, ecco un reading poetico recitato dall’artista nigeriana Adeola. Su musica di U2 e Jacknife Lee, la poesia è Wildpeace, testo antibellicista composto dal poeta israeliano Yehuda Amichai. È il ponte perfetto a One Life at a Time, brano che racconta la storia del palestinese Awdah Hathaleen e della sua feroce uccisione per mano del colono Yinon Levi in Cisgiordania. L’EP si conclude con Your Eternally, che vede la partecipazione di Ed Sheeran e del musicista-soldato ucraino Taras Topolia. In occasione del quarto anniversario dall’invasione russa dell’Ucraina, la canzone è stata edita insieme a un breve documentario diretto da Ilya Mikhaylus. Disponibile anche un numero speciale della rivista digitale curata dagli U2, Propaganda, intitolato U2 – Days of Ashes: Six Postcards from the Present… Wish We Weren’t Here.
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