ROMA
Guariti 7 bimbi con malattie autoimmuni gravi grazie alle Car-T
(ANSA) - ROMA, 05 FEB - Otto bambini con gravi malattie
autoimmuni che non rispondevano alle terapie convenzionali hanno
potuto interrompere totalmente le cure immunosoppressive. Oggi 7
sono in remissione completa, ovvero senza alcun segno di
malattia dopo 2 anni, mentre l'ottavo, con sclerosi sistemica
giovanile, mostra un miglioramento importante. Questo risultato
di "straordinaria rilevanza" per il trattamento delle malattie
autoimmuni pediatriche gravi è stato ottenuto con le cellule
Car-T. I dati definitivi, con un follow-up oltre 24 mesi, dello
studio coordinato dall'Ospedale Bambino Gesù con l'Università
Erlangen, sono pubblicati su Nature Medicine.
Le malattie autoimmuni sono malattie caratterizzate da
un'aggressione del sistema immunitario, che invece di difendere
l'organismo da agenti patogeni, come batteri e virus, aggredisce
i tessuti sani di un individuo scambiandoli per estranei e
pericolosi. Questo malfunzionamento causa un processo
infiammatorio che interessa potenzialmente qualsiasi parte del
corpo, inclusi organi vitali quali il rene e i polmoni, le
articolazioni, la pelle, i vasi sanguigni e altri tessuti. Gli 8
pazienti coinvolti nello studio, 7 femmine e 1 maschio con età
tra i 5 e i 17 anni, 5 dei quali trattati con le cellule Car T
dagli specialisti dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, erano
affetti da forme particolarmente aggressive di malattie
autoimmuni a esordio pediatrico: 4 da lupus eritematoso
sistemico (una malattia cronica che può attaccare vari organi
tra cui reni, sistema nervoso centrale e polmoni), 3 da
dermatomiosite (una rara patologia infiammatoria autoimmune che
colpisce prevalentemente la cute ed i muscoli scheletrici) e 1
da sclerosi sistemica giovanile (una rara malattia autoimmune
cronica caratterizzata da infiammazione, vasculopatia, fibrosi
del tessuto connettivo, della pelle e degli organi interni).
Tutti presentavano una storia clinica complessa,
caratterizzata da risposta parziale o solo temporanea a numerosi
trattamenti immunosoppressivi, inclusi farmaci biologici diretti
contro i linfociti B, e da un grave coinvolgimento di organi
vitali, come reni e polmoni, con episodi potenzialmente letali
in più di un caso. (ANSA).
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