LA SORPRESA
I giocatori del Milan tra i bambini ricoverati
Visita dei calciatori all'ospedale Del Ponte
«Sono bambini con una forza incredibile: ti fanno capire cosa conta davvero». Le parole di Matteo Gabbia arrivano dritte, senza filtri, dopo un pomeriggio diverso dal solito, lontano da Milanello e dal ritmo della stagione. Nei corridoi dell’ospedale Del Ponte, il difensore rossonero, fermo nelle ultime settimane per un infortunio, ha incontrato i piccoli pazienti ricoverati, insieme ad alcuni compagni di squadra, tra cui Ruben Loftus-Cheek, anche lui alle prese con problemi fisici.
In prima linea
Una visita che l’AC Milan porta avanti con continuità, come racconta Gabbia, che è originario di Fagnano Olona: «Non è la prima volta, cerchiamo spesso di organizzare iniziative così. È bello provare a portare un sorriso ai bambini e alle loro famiglie, che stanno attraversando momenti particolari».
Stanza dopo stanza, tra autografi, regali e qualche battuta, il tempo sembra rallentare. I calciatori si fermano, ascoltano, parlano.
Scambio diretto
«La cosa più bella - prosegue - è avere il tempo per conoscere questi ragazzi, far capire che siamo persone normali, con le stesse paure e gli stessi pensieri». E proprio in questo scambio diretto si rompe quella distanza che spesso separa idoli e tifosi. I bambini li riconoscono, li chiamano per nome, raccontano la loro quotidianità in ospedale. «Ci hanno colpito - dice ancora Gabbia - per la forza e il sorriso che riescono ad avere. Ti fanno riflettere: a volte ci perdiamo in problemi molto piccoli».
Una giornata particolare
Accanto ai giocatori della prima squadra, anche i giovani del progetto Milan Futuro. Tra loro Jacopo Sardo e Mattia Piermarini, protagonisti di una giornata che per entrambi ha avuto un impatto speciale: «È stata un’emozione grande. Non è facile affrontare certe situazioni, ma vedere un sorriso dopo un piccolo gesto è qualcosa che resta».
«Iniziativa da ripetere»
I due giovani rossoneri, cresciuti nel vivaio e parte del nuovo percorso dedicato ai talenti del club, raccontano l’impatto umano dell’iniziativa: «Speriamo di poterla rifare, perché ti lascia tanto». La visita si inserisce in un percorso più ampio. Nei mesi scorsi, infatti, il settore giovanile del Milan ha promosso una raccolta di giocattoli e fondi, coinvolgendo ragazzi e famiglie. Doni che oggi sono arrivati direttamente nelle mani dei piccoli pazienti, chiudendo simbolicamente un “ponte” tra chi dona e chi riceve.
Un briciolo di leggerezza
Un ponte che è anche quello evocato da Emanuela Crivellaro del Ponte del Sorriso, presente durante l’incontro: «Non è mai semplice rapportarsi con la sofferenza, ma i ragazzi sono stati molto naturali. Hanno saputo portare leggerezza, guardando oltre la malattia e vedendo il bambino». Un approccio che rispecchia il lavoro quotidiano dell’associazione, impegnata a rendere l’ospedale un luogo più umano.
Lo “striscione” di benvenuto
All’arrivo dei calciatori, ad attenderli c’era anche un cartellone di benvenuto firmato dai bambini. Un gesto semplice, ma carico di significato. «Lo porteremo a Milanello - raccontano - sarà un ricordo speciale». Perché se è vero che i giocatori hanno regalato sorrisi, è vero anche che ne hanno ricevuti altrettanti. E forse qualcosa di più, come uno sguardo diverso, più essenziale, su ciò che davvero conta.
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