LE TESTIMONIANZE
«I giovani hanno ribaltato il risultato»
Il dem Tomaiuoli, 22 anni: «Non siamo caduti nella trappola». Martucci, 26 anni, Forza Italia: «Occasione persa»
I giovani hanno trainato il risultato del referendum sulla giustizia. Dopo il record dell’affluenza, emerge un dato singolare: gli aventi diritto tra i 18 e i 34 anni hanno votato per il 61% No. Secondo le prime rilevazioni di Opinio per la Rai, risalendo le fasce d’età, la tendenza si inverte. Un voto di trazione che si discosta dall’immaginario di una generazione addormentata, che si era stabilito alle Politiche del 2022, quando il 42,7% degli under 35 non si era nemmeno recato alle urne. I social, il tema costituzionale e la sua politicizzazione potrebbero essere i cardini di questa svolta.
Le giovani voci varesine
A dare una prima impressione sono gli under 30 impegnati nella politica varesina. «I giovani hanno ribaltato questo referendum, ma ben prima del voto, già nella mobilitazione». A parlare è Riccardo Tomaiuoli, 22 anni, dirigente dei Giovani democratici di Varese, che vede nella vittoria del No tra i giovani uno schieramento politico contro il governo Meloni.
Una politicizzazione che, criticamente, sottolinea anche Giada Martucci: «La campagna della sinistra non si è concentrata sul merito del quesito referendario, ma contro Giorgia Meloni». La ventiseienne, coordinatrice provinciale Forza Italia Giovani Varese e anche assessore a Solbiate Olona, ritiene che l’esito di questa consultazione referendaria sia stata «un’occasione persa» per migliorare la magistratura italiana.
Da Garlasco a Barbero
Entrando nel merito del quesito, è interessante notare come i giovani si siano mobilitati e informati. Su questo fattore concordano entrambi gli esponenti: i giovani prima si sono resi protagonisti e poi si sono riversati alle urne. «Il risultato fa capire che non si è caduti nella trappola di promesse come “Non ci sarà più un caso Garlasco o Tortora come si è sentito in alcuni dibattiti», dice Tomaiuoli. Martucci, invece, pensa che siano stati i social uno dei fattori trainanti per gli under 30: «Si sono affidati a un'informazione molto superficiale: i video di Gratteri e di Barbero non sono entrati nel dettaglio della riforma, ma li hanno trascinati».
L’influenza dei fuorisede
L’esponente del Pd sottolinea come in Lombardia i loro rappresentanti di lista abbiano permesso a 1.800 studenti fuorisede di votare. Anche coloro a cui non è stata data la possibilità di recarsi ai seggi delle città in cui studiano sarebbero stati ago della bilancia. Impressione confermata anche da Martucci: «Credo che la maggior parte dei fuorisede sia comunque tornata a casa per votare».
Andirivieni nei seggi
L’impressione di un’eccezionale presenza di giovani si è dimostrata anche nel loro interessamento a partecipare alla macchina elettorale come scrutatori nel Varesotto. Emilia Munafò, 21 anni, e Daniele Palazzo, 22, hanno passato domenica e lunedì nelle sezioni varesine della scuola Vidoletti di Masnago, dove l’affluenza è arrivata al 70% e ha vinto il “No”. Alta presenza di giovani elettori nella giornata di ieri, maggiore rispetto a quella che si aspettavano rispetto alle loro passate esperienze nei seggi. «Molti giovani hanno scelto di votare per la prima volta a questo referendum», sottolineano.
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