PICCOLO TEATRO MENOTTI
“Il Barone Rampante”, una storia di meraviglia

Nel centenario dalla nascita di Italo Calvino, nato il 15 ottobre 1923 “Il Barone Rampante” , con la regia di Riccardo Frati, che dirige e adatta questo capolavoro con rigorosa fedeltà, torna a incantare e appassionare al Piccolo Teatro Grassi di Milano da domani, mercoledì 27 settembre all’8 ottobre.
«UN TESTO POLITICO»
Pubblicato nel 1957, il libro da cui nasce lo spettacolo è il secondo capitolo della trilogia “I nostri antenati”, formata anche da “Il visconte dimezzato” e “Il cavaliere inesistente”, ed è ricco di spunti per chiunque - scrive nelle note il regista -: dalla relazione con l’autorità, complessa a qualunque età, al rapporto dell’uomo con l’ambiente, è un testo “politico”, nel senso ecumenico del termine, un racconto nel quale ciascuno di noi, adulto o bambino, può ritrovare se stesso».
LA TRAMA
In una Liguria “immaginaria”, a metà di un Settecento che prelude alla Rivoluzione Francese e che riverbera nei costumi dello spettacolo, il baroncino Cosimo Piovasco di Rondò vive la sua personale rivoluzione, da quando, punito dal padre per essersi rifiutato di mangiare un piatto di lumache, sale su un albero per non scenderne mai più. La dialettica verticale del testo è trasposta sulla scena anche attraverso un sistema di pedane e passerelle: perché è qui, in alto, che Cosimo decide, appunto, di vivere.
«UN PERSONAGGIO CHE SI MUOVE IN ALTO»
«Il barone rampante - continua Frati -, regalandoci un personaggio che si muove in alto, sospeso sulle nostre teste, ci costringe a sollevare gli occhi dai dispositivi in cui siamo isolati, a uscire dalla gabbia delle nostre individualità. L’adolescente Cosimo, che incarna l’urgenza di migliorare il mondo intorno a sé, mi fa pensare ai giovani attivisti per l’ambiente dei giorni nostri, e a tutti coloro che hanno il coraggio di cambiare il proprio punto di vista e di impegnarsi per il bene comune». E la forza di cercare l’accettazione anche degli altri pur essendo diversi da questi altri. Con la capacità di osservare le cose nel loro insieme, non da un solo punto di vista o da una sola angolatura.
IL CAST
In scena, con un cast parzialmente rinnovato rispetto a quello della passata stagione, Mauro Avogadro, Nicola Bortolotti, Matteo Cecchi (nei panni di Cosimo Piovasco di Rondò), Leonardo De Colle (interpreta il fratello narratore Biagio), Michele Dell’Utri, Diana Manea e Marina Occhionero.
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, le scene sono di Guia Buzzi, i costumi di Gianluca Sbicca, disegno luci di Luigi Biondi, composizione musicale e sound design di Davide Fasulo, animazioni di Davide Abbate.
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