SUL PALCO
Il cult di Nino Manfredi con Flavio Insinna
Al Manzoni di Milano il testo considerato ancor oggi uno dei più eclatanti apparso sulle scene teatrali italiane
«Gente di facili costumi è una commedia che sviluppa, in maniera paradossale, un fondamentale problema etico. In una società come la nostra, dove tutto si avvilisce e si corrompe, che valore hanno ancora l’onestà, la dignità, il rispetto dei più profondi valori umani? Lo sport […] diventa sempre più truffa e violenza. Gli ideali politici […] difendono gli interessi più strettamente privati. La creatività e la fantasia sono messi al servizio dell’imbonimento pubblicitario […]. Senza continuare a fare altri esempi, è evidente che viviamo in una società in cui i valori più elevati vengono svenduti e liquidati, perché il bello, il buono e il vero sono asserviti all’utile». Così Nino Manfredi presentava il testo Gente di facili costumi, che scrisse con Nino Marino e portò in scena, con egli stesso nei panni del protagonista, per la prima volta nel 1988 e ancora considerato tra i piè eclatanti apparsi sulle scene teatrali italiane degli ultimi decenni. Anna, detta “Principessa”, è una prostituta disordinata e timorosa e sogna di diventare giostraia e vive sopra l’appartamento di Ugo, intellettuale che scrive per il cinema e la tv, sogna di fare un film d’arte e una notte, salito da lei per lamentarsi del fatto che la donna l’ha svegliato accendendo il giradischi. Ma Anna, per la confusione, ha lasciato aperto il rubinetto dell’acqua calda che allaga irrimediabilmente l’appartamento di Ugo, che, anche a causa di un sfratto, è costretto a condividere la casa con lei.
Fino al 26 aprile al Teatro Manzoni di Milano i protagonisti sono portati in scena da Flavio Insinna e Giulia Fiume che, diretti da Luca Manfredi, su scene di Luigi Ferrigno e musiche originali di Paolo Vivaldi, danno vita a una convivenza forzata e a un confronto/scontro fatto di incidenti, incomprensioni, ma anche strani e particolari sodalizi e condivisioni che portano a poco a poco ad ammorbidire le reciproche posizioni. E da un incontro che porta con sé disastri, malintesi, ilarità e malinconie, Ugo e Anna scoprono che le loro vite agli antipodi e i loro sogni all’apparenza irrealizzabili in qualche modo si incontrano. E Flavio Insinna e Giulia Fiume riportano in scena un testo che si rivela ancora attualissimo, e che restituisce al pubblico l’immagine che il suo autore, Nino Manfredi, ha lasciato nel ricordo di ciascuno di noi, che non ha potuto non amarlo.
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