LAVORA IN SVIZZERA
«Io, sospesa dall’SSN»: frontaliera senza assistenza medica
Tessera sanitaria disattivata per “trasferimento all’estero”, ma non è vero: la donna si è rivolta a un legale, finora senza ottenere nulla
Un caso unico, non raro. È così che appare il limbo in cui si ritrova Selena Mazzitelli, nata e residente in Italia, lavoratrice in Svizzera. La sua tessera sanitaria (italiana) è sospesa. Il motivo? È una lavoratrice autonoma e, secondo alcuni testi normativi vigenti, ciò le impedirebbe di accedere al Servizio Sanitario Nazionale (Snn) italiano senza aver sanato la sua posizione contributiva. Mazzitelli vuole anche farlo, ma non le dicono come. La vicenda la racconta l’avvocato Giovanni Cianni, il legale a cui la donna si è rivolta più di sei mesi fa, per cercare di uscire da uno stallo in cui è finita da più di un anno e che, soprattutto, ha scoperto per caso.
TUTTO INIZIA ALLA NASCITA DEL FIGLIO
«La mia assistita – dice Cianni – non ha ricevuto alcuna comunicazione della sospensione. Ne è venuta a conoscenza solo quando si è reso necessario un controllo medico e non ha potuto accedere alla prescrizione dell’esame». Il tutto nasce quando, a dicembre del 2024, la donna si reca presso gli uffici competenti del Distretto di Luino - Asst dei Sette Laghi per registrare la nascita del figlio, avvenuta pochi giorni prima. Il formulario da compilare non riporta una dicitura idonea a una lavoratrice autonoma che esercita in Svizzera. Ed ecco la doccia fredda. Un dipendente le dice che non ha diritto alla sanità italiana se non a fronte di un’iscrizione volontaria per oltre 2mila euro e della sottoscrizione di un’assicurazione privata per l’estero. Il dipendente dice anche di dover fare una segnalazione. Passano i mesi, senza alcuna comunicazione, e per la donna si rende necessaria un’ecografia. Richiesta la prescrizione del medico di base, si scopre che la posizione sanitaria della signora risulta bloccata. “Paziente in stato dormiente”, la dicitura. Rivoltasi al Contact Center del Sistema Tessera Sanitaria tramite numero verde, scopre che la sua tessera è stata disattivata perché risulta trasferita all’estero. Un dato non corrispondente alla realtà. Dopo essersi rivolta in autonomia alle autorità sanitarie, la donna si affida all’avvocato Cianni, che ha avviato una corrispondenza con l’Asst Sette Laghi e la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia. Da dicembre a oggi, lo scambio di comunicazioni scritte ha portato alla citazione di numerosi atti normativi ma non a una risoluzione. Soprattutto, sembra che l’unico risultato sia la messa in discussione dell’articolo 32 della Costituzione italiana che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.
GLI ENTI CAPISCONO MA NON RISOLVONO
Sanità pubblica per tutti, in Italia, ma non per l’assistita dell’avvocato Cianni a quanto pare. Il legale riferisce che nella corrispondenza con gli enti sanitari si legge che gli stessi «comprendono la preoccupazione e il disagio in un momento già delicato per la situazione personale e familiare» e che le criticità non derivano dalla volontà di imporre una «sanzione o da errori personali». Ancora, l’avvocato ha ricevuto rassicurazioni sul fatto che lo status di residente italiana e lavoratrice frontaliera della sua assistita non è oggetto di contestazione. Il legale sottolinea che l’interesse primario della sua cliente è quello di riottenere l’accesso alle prestazioni del Ssn, in tempi rapidi e con indicazioni chiare, al punto che, salvo il diritto al risarcimento di eventuali danni, è stato richiesto il 3 aprile scorso, con opportuna e ulteriore Pec, la modalità tramite cui procedere al pagamento della contribuzione volontaria da parte di Mazzitelli, senza ottenere a oggi alcuna risposta dalle autorità competenti, se non quella di una mera trasmissione, il successivo 10 aprile, della comunicazione stessa dalla Regione Lombardia all’Asst di Luino, che però, da allora, tace.
“Oltreconfine”. Quel che c’è da sapere dal Varesotto al Canton Ticino: ogni martedì sulla Prealpina, in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
© Riproduzione Riservata


