IL PERSONAGGIO
Klose all’attacco: «Troppi selfie»
Allena il Norimberga e critica i giovani colleghi
Appassionati di calcio, prepariamoci a soffrire. Mentre noi siamo presissimi dalle beghe degli arbitri, dai favoritismi e dagli sfavoritismi, dai paragoni con Calciopoli e via via con schifezze che nulla hanno a che fare con la poesia di un pallone che si infila in una rete, e come massimo sogno abbiamo un fidato sottoposto di Trump di origine italiana che va in giro a dire che saremo ripescati - neanche fossimo affondati nello stretto di Hormuz invece che svergognati nell’ennesima serata nera in Bosnia - per il prossimo mondiale, il resto del globo calcistico sogna di conquistare quel titolo che venti anni fa su nostro al termine di una meravigliosa cavalcata suggellata dal calcio di rigore finale di Grosso. Da quel mondiale l’Italia portò a casa la coppa e il pallone d’oro, andato a Fabio Cannavaro, e le sfuggì soltanto il titolo di capocannoniere: quello se lo prese una futura (allora) vecchia (oggi) conoscenza del calcio italiano: il tedesco Miroslaw Klose. un centravanti che, senza possedere la tecnica di Van Basten, oggi sarebbe il sogno di qualunque società nostrana, e che invece ai tempi in Italia giocò nella Lazio, mettendo a segno 54 gol in 139 partite. Neanche un gran bottino, se paragonato a quello che ottenne giocando per 14 anni con la maglia della sua Germania, visto che il suo ruolino recita 71 gol in 137 partite. Ah già, dimenticavamo: Miro Klose è anche il miglior marcatore assoluto sommando i gol realizzati nelle varie fasi finali del mondiali con la bellezza di 16 centri che sono valsi alla sua nazione un titolo mondiale, un secondo posto e due terzi gradini del podio.
Ma a 47 anni che fine ha fatto l’ex carpentiere poi diventato uno dei più temibili centravanti della storia del calcio? Non ha mai lasciato il mondo del calcio e, dopo varie esperienza, ora siede sulla panchina dei rossoneri del Norimberga, nell’equivalente tedesco della nostra serie B. Partito malissimo a inizio anno, con quattro sconfitte in altrettante gare, Klose ha risalito la china e a febbraio ha anche ottenuto il prolungamento del contratto: ora veleggia in una tranquillissima ottava posizione in classifica. Alla ribalta è salito con alcune ripetute dichiarazioni “contro” i giovani calciatori di oggi, che accusa di passare più tempo a immortalarsi in video e selfie invece che in campo ad allenarsi. Lui, che in allenamento lavorava come un matto per festeggiare ogni gol con una capriola, proprio non riesce a capirli. si può consolare: almeno così i suoi record resteranno a lungo imbattuti.
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