SUL PALCOSCENICO
“La Storia” rivista dalla Mente di Fausto Cabra
Lo spettacolo ispirato dal libro di Elsa Morante andrà in scena al Teatro Giuditta Pasta di Saronno giovedì 5 marzo alle 20.45
«Lo spettacolo parte da qualcosa di personale: cinque giorni prima che mancasse, mio padre mi ha detto che il suo libro preferito era “La Storia” di Elsa Morante e mi ha confidato che avrebbe voluto che la mettessi in scena. Gli ho promesso che ci avrei provato, ma mi sono chiesto come avrei potuto mettere in scena qualcosa di così sconvolgente come la Seconda Guerra Mondiale, che io avevo vissuto tramite la fantasia e l’empatia. E ho pensato di mettere in scena la Mente che porta la sua esperienza». Questa la scintilla che ha portato Fausto Cabra, artista residente del Teatro Franco Parenti, alla regia di “La Storia”, spettacolo che giovedì 5 marzo alle 20.45 è al Teatro Giuditta Pasta di Saronno e che dal 14 al 26 aprile sarà al Parenti di Milano.
LA MENTE CHE LEGGE IL ROMANZO
Liberamente ispirato a “La Storia” di Elsa Morante, edito in Italia da Giulio Einaudi Editore, con la drammaturgia di Marco Archetti e in scena Franca Penone, Alberto Onofrietti e Francesco Sferrazza Papa, quella che Cabra sceglie con la sua regia è una via potente e poetica, dove accanto al dolore emergono leggerezza, ironia, lampi di luce inattesi. «Il libro – prosegue Cabra – è infinitamente di più, e sul palcoscenico c’è uno sfogliare di pagine, una donna che legge durante un viaggio in aereo. Questo mi permette di mettere in scena il centro del romanzo, che è la scrittura». E una Mente che legge e che, attraverso la propria fantasia, «cerca di ricreare con la scrittura e la lettura la bellezza del romanzo».
LA PRIMA NAZIONALE A SARONNO
La messa in scena sul palco del Giuditta Pasta si presenta nel riallestimento dello spettacolo prima della tournée nazionale: una scelta, questa, che, partendo proprio da Saronno, conferma il ruolo che la sala teatrale cittadina rappresenta quale punto di riferimento culturale. Sul palco, fili di luce si muovono quasi a rappresentare quegli ingranaggi, quelle sfere, quei meccanismi a volte incomprensibili della Storia, unendo tante dimensioni, quasi a creare una «Wunderkammer – così la definisce il regista – di colori, emozioni, vita, morte, paura, che nasce dallo scrigno che viene aperto nel romanzo».
UN OMAGGIO AL PADRE E AI MAESTRI ARTISTICI
E un lavoro che Cabra dedica quasi come un omaggio non solo a suo padre, ma anche ai suoi «maestri artistici» Carlo Cecchi e Luca Ronconi, e alle sue madri artistiche tra cui appunto la stessa Morante. E che ha pensato anche per portare il romanzo della Morante a quella fascia d’età compresa tra i 20 e i 30 anni che magari non lo conosce. «Io lo ritengo un capolavoro della Morante – conclude il regista -. Dal punto di vista narrativo, nel Novecento non solo italiano, io non ho incontrato nessun romanzo così totale: è un libro che ha dentro la filosofia, la politica, l’umanità. La vita».
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