CHE FINE HA FATTO
La tigre della Malesia a rischio di estinzione
Ormai in natura ne sono rimasti appena 150 esemplari
«Caro Sandokan, se proprio ci tieni a salvare la tua bella Marianna lascia stare il kriss e usa dei proiettili narcotizzanti, ma non ti azzardare mai più a uccidere una di quelle bellissime tigri». Pare che sul telefonino di uno dei più amati personaggi dell’italica tv ultimamente sia arrivato questo Whatsapp a opera di un bambino particolarmente amante della natura e degli animali. Anche lui è residente a Torino, la città dove è morto Emilio Salgari, il papà di Sandokan, uomo che aveva descritto in infiniti particolari un mondo che non aveva mai visto.
Nemmeno il bambino - dicono - è mai stato laggiù, sotto le torri di Kuala Lampur da cui partono le spedizioni nella giungla e la visita al Borneo, oltre che all’autodromo di Sepang.
Ma, su Internet, ha trovato che quel meraviglioso e affascinante felino che come nome scientifico ha “Panthera tigris” è ormai una rarità in Malesia, al punto che ne sono rimasti circa 150 esemplari.
Come distinguere la tigre malese dalle altre tigri che si possono incontrare in giro per l’Asia? Beh, forse per rendersene conto dal vivo bisognerebbe avvicinarsi un po’ troppo, ma almeno così si vedrebbe che la tigre malese è un po’ più piccola delle altre: il maschio pesa dai 100 ai 130 chili ed è lungo tra i due metri e i due metri e mezzo, coda compresa, mentre la stazza fisica della femmina è ancora leggermente inferiore.
La colorazione del mantello è di un arancio leggermente più scuro, le linee nere sono più fitte di quelle delle altre tigri, ad esempio di quelle del Bengala, di Sumatra o della Siberia.
Comunque, il punto è un altro: la tigre in Malesia suscita più o meno la stessa simpatia che da noi riscuote il lupo perché anche lei è un predatore e a volte, in circostanze particolari, attacca persino l’uomo, che normalmente evita. Sì, lei evita l’uomo, ma l’uomo la va a cercare: c’è purtroppo ancora chi la caccia per esibirla come trofeo, anche se ormai questa pratica è illegale; poi ci sono gli allevatori che intendono difendere i loro animali e c’è chi ne commercia le pelli e chi ne vende persino le ossa per la medicina tradizionale. Non ci sarebbe da stupirsi se, confidando nella forza e nel coraggio dell’eroe di Mompracem, il nostro bambino lanciasse un appello a Sandokan: primo, salvi la tigre della Malesia. Poi, già che c’è, salvi anche le altre sottospecie, che non se la passano meglio. Di maestose tigri siberiane ce ne sono al mondo soltanto 500, speriamo che a Marianna non venga in mente di passeggiare anche da quelle parti.
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