L’AGGRESSIONE
Prof aggredito, scuola sotto choc: «Siamo tutti scossi»
La dirigente scolastica dell’Isis Bernocchi di Legnano: «Utilizzato uno strumento trovato sul posto, nessuna arma in possesso degli studenti»
E’ stato un lunedì difficilissimo, quello di ieri, 18 maggio, per l’Isis Antonio Bernocchi di Legnano. La lite tra studenti e il colpo ricevuto da uno degli insegnanti intervenuti per placare gli animi, hanno scosso tutti. La voce della Dirigente scolastica Elena Maria D’Ambrosio trasmette tante emozioni che vanno dalla preoccupazione alla delusione, passando per la consapevolezza che anche da situazioni così difficili, e che avrebbero potuto avere risvolti ben più drammatici, ci si può e ci si deve rialzare.
La ricostruzione
La prima cosa è ricostruire i fatti e a farlo è la stessa dirigente al rientro dal plesso Medea di via Paganini, distaccamento del centrale istituto di via Diaz, dove si svolgono le lezioni di manutenzione dei veicoli a motore. «Tutto è nato da una lite tra ragazzi. Gli insegnanti, e in particolare l’insegnante che è finito al pronto soccorso, hanno tentato di separarli. A un certo punto uno di questi ragazzi ha preso un’asta metallica, quella del dispenser del gel disinfettante. Non si è ben capito su chi volesse puntare», ma di fatto ad avere la peggio è stato il docente che è stato colpito alla testa ed è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Legnano. L’unico elemento certo è che per l’aggressione è stato utilizzato uno strumento trovato sul posto e si esclude la presenza di armi in possesso agli studenti coinvolti, entrambi minorenni. «È la prima volta che mi capita un episodio del genere. Sono dodici anni che sono dirigente scolastico, da quattro anni al Bernocchi, ma è la prima volta che mi capita una cosa simile» ha commentato D’Ambrosio.
L’incontro con i genitori
Durante la mattinata sono stati gli altri docenti presenti nel distaccamento a prendersi cura degli studenti che hanno assistito alla rissa, mentre la dirigente scolastica ha incontrato i genitori dei ragazzi coinvolti. È presto per sapere con certezza come sarà gestito il fatto, ma D’Ambrosio pensa di non lasciare cadere nel vuoto quanto accaduto elaborando l’esperienza insieme agli studenti: «Erano tutti molto scossi. Domani si parlerà e si riprenderà il nostro lavoro, ma oggi è stato un giorno veramente difficile».
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