ROMA
Leo Gassmann, in questi tempi necessario cantare l'amore e la pace
(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 06 FEB - "Il mio è un disco che, se dovessi
scomparire domani, sono contento che esca perché fa emergere la
mia umanità e quando lo suono mi vibrano molto le canzoni". Un
Leo Gassmann emozionato e contento presenta il suo terzo album
in studio "Vita Vera Paradiso" in uscita il 10 aprile e
soprattutto la canzone Naturale con cui sarà in gara a Sanremo.
Un Leo Gassmann multiforme - solo ieri sera era sugli schermi di
Rai1 con la fiction Rai premiata dagli ascolti L'invisibile
sulla cattura di Matteo Messina Denaro, con Lino Guanciale e
Levante - ma che mantiene una dolcezza e un'umiltà rare: "Quello
dell'Ariston è un palco che merita rispetto, anche perché ci
sono tanti artisti che ogni anno sognano di andarci, e comunque
essere tra quei 30 è una responsabilità. Io non penso di valere
più o meno rispetto a qualcuno che non è entrato quest'anno,
perché la musica non ha classifiche. Dobbiamo andare pronti e
preparati, perché rappresentiamo anche tutte quelle voci che
quest'anno non hanno avuto la possibilità di cantare. E poi fare
i cantautori oggi è sempre più complesso, perché il mondo va
sempre più veloce, escono sempre più cose e c'è l'IA che può
creare le canzoni da un momento all'altro. Diventa ancora più
difficile fare musica e vivere di musica".
Su Vita Vera Paradiso, progetto maturo che vira verso la
musica folk e si ispira alla musica di Bob Dylan ma anche a
cantautori contemporanei come Mumford & Sons, Noah Kahan e
Medium Build, dice: "Devo ringraziare la mia etichetta che mi ha
lasciato libero di poter realizzare un disco, credo, coraggioso
perché comunque si ispira a generi musicali che magari in Italia
sono meno ascoltati, ha influenze country, world, e ha featuring
magari con artisti all'occhio meno conosciuti ma che sono
persone che fanno parte della mia vita, sono grandi cantautori
che stimo moltissimo. È nato nei viaggi, in furgone, sotto la
pioggia, al mare, sotto l'ombra degli alberi ed è un disco
sincero, molto puro, trasparente. In realtà, il mio obiettivo
era quello di fare finalmente un disco che dall'inizio alla fine
potesse suonare nello stesso modo".
Il brano sanremese, Naturale, "è una canzone che live penso
renda qualcosa in più, perché va interpretata, cantata col
cuore". Nel testo dice: "Se ci rivredemo tra vent'anni / avremo
ancora voglia di spaccarci il cuore a metà / ma la verità che
fare la pace alla fine è più naturale". E lui spiega:
"Sicuramente ho bisogno di pace, ma tutti quanti ne avremmo
bisogno, soprattutto per le cose che stanno succedendo intorno a
noi. Credo che cantare oggi d'amore sia necessario, anche se
apparentemente potrebbe sembrare una cosa semplice, ma è dalle
cose semplici che nascono le vere rivoluzioni. Naturale è un
primo passo, è una canzone che sta a metà tra quello che ho
fatto fino a oggi, il pop è un percorso che mi piace tantissimo
e che probabilmente continuerò a fare anche dopo, ma volevo fare
questo passo di maturità che era necessario per me. Ho bisogno
di pace, ho bisogno di far vedere quello che mi piace fare,
quello che mi vibra nell'anima, di raccontare le cose che vivo e
il modo in cui io guardo il mondo".
Sul duetto con Aiello su Era tutto previsto dice: "È
sicuramente una scelta di cuore, cioè di pancia, valorizza le
nostre voci. Poi sicuramente mentre la cantiamo avviene una
magia: io mi emoziono tanto, piangerò quasi sicuramente, è una
canzone proprio struggente, e poi grazie anche a Sorrentino e a
Parthenope è tornata comunque anche nelle case degli italiani".
Sull'Eurovision, dopo aver ribadito di essere pro Palestina e
sempre dalla parte dei più deboli e di rispettare e ritenere
legittime tutte le posizioni dei suoi colleghi, Leo Gassmann
dice: "Ho ripreso i miei vecchi libri di storia per capire come
siamo arrivati a tutto quello che ci circonda oggi e che mette
molta paura. Non so dare una vera e propria risposta, anche
perché comunque l'idea di vincere Sanremo non è ancora nelle mie
previsioni. Ma vedo la musica come lo sport e so che le
Olimpiadi erano un evento che permetteva a tutti i paesi di
fermare le guerre e quindi anche di dialogare tra di loro. Se
continuiamo ad alzare i muri, poi le persone che stanno dentro a
quel muro iniziano a parlare solo tra di loro e li perdiamo per
sempre. Forse non è la scelta giusta". E aggiunge: "Mi metto nei
panni anche di un cittadino che nasce in un paese dal quale non
può scappare e poi in più i suoi leader fanno delle scelte come
entrare in guerra, bombardare, distruggere dei paesi e delle
famiglie di cui magari prima anche loro erano amici, è una
questione molto delicata e non c'è una vera e propria risposta.
Sono convinto che se le decisioni importanti come l'entrare in
guerra, bombardare un posto fossero messe nelle mani della
gente, al 100% certe cose non accadrebbero".
Inevitabile un riferimeto alla carriera cinematografica e
televisiva che lo vede mettere a punto prove sempre più
convincenti. Dopo "Califano" che gli è valso il Nastro d'Argento
come rivelazione dell'anno e "Una terapia di gruppo", dove ha
recitato con Claudio Bisio e Margherita Buy, è arrivato
"L'invisibile" di cui dice orgoglioso: "Raccontiamo di
personaggi realmente esistiti, di eroi che combattono nell'ombra
per permetterci comunque di vivere in un paese più libero e
giusto. Sul set sono venuti anche i Ros". E recitare con il
padre Alessandro? "Lo stimo moltissimo, sarebbe un onore. Non
escludo mai niente nella vita. Se mai dovesse arrivare una
storia interessante da raccontare padre e figlio, sicuramente ci
penserei, ci penseremo". (ANSA).
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