L’APPUNTAMENTO
«Va che città che siamo»: l’orgoglio della varesinità corre tra Ville e Giardini
Torna la gara che attraversa Varese. Quasi mille gli iscritti
Ai nivofili la neve piace sempre, ma per godersela davvero devono vederla a casa propria. Uguale i runner, “malati di corsa”, ma che se la gustano davvero nella loro città. Al traguardo ai Giardini Estensi, venerdì sera – 12 giugno –, c’era tutta la Varese che corre. Si perché quello che si sente forte in questa corsa, “Ville e Giardini”, una classica dell’inizio dell’estate è la varesinità. Quella fatta di orgoglio per i propri parchi, per i panorami, i profumi. Quella corsa che a ogni passo sembra dire, senza falsa modestia: «Va che città che siamo». L’iscrizione sfiora – in crescita dall’anno scorso – i mille partecipanti tra non competitivi e competitivi, con un bel po’ di corridori provenienti da Como e uno da Roma.
Il percorso è un mix di fatica (le salite per Biumo spaccano letteralmente le gambe), ma soprattutto un’escalation di bellezza e perfino di colori, di profumi. Si passa per i Giardini Estensi, villa Panza, Ville Ponti, Aletti e Mylius.
La corsa è un omaggio ai parchi di Varese a partire dalla medaglia, che quest’anno è una foglia di acero di monte, «una pianta che simboleggia equilibrio, crescita e trasofrmazione», dice Alis Colombo, vicepresidente Runner Varese.
C’è chi la prende seriamente, come Mathew Mutai favorito, prime esperienze fuori dal Kenya, vincitore Moonlight Half Marathon a Jesolo. E chi sul ridere, come i “Fantastici 4 di Malnate”, un gruppo di quattro camminatori con la maglietta a tema.
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