IL CASO
Lupi e allarmismo. La Regione è con Martinoli
Dopo la prudenza incoraggiata dal prof varesino, l’assessorato lombardo invita a non farsi prendere dall’emotività e segnalare i casi di avvistamento alle Polizie provinciali e ai carabinieri forestali
«Non gridate al lupo senza avere le prove» ha esortato il professor Adriano Martinoli, docente di Zoologia all’università degli Studi dell’Insubria, sulla Prealpina e su Prealpina.it, oggi, lunedì 9 febbraio. L’invito è legato ad un presunto avvistamento al Campo dei Fiori segnalato sui Social.
Ebbene, anche la Regione, sempre oggi, sposa la prudenza del professor Martinoli. L’assessore lombardo all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, interviene proprio sul tema delle segnalazioni di avvistamenti di lupi, riconoscendo che la presenza della specie è oggi una realtà con cui fare i conti, ma che «non può essere affrontata a spanne o sull’onda dell’emotività».
«Il problema esiste e va gestito con serietà – chiarisce l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi – ma è fondamentale ricordare che esistono norme precise, e procedure codificate. Alimentare allarmismi, segnalare ai giornali prima che alle autorità, o affidarsi a valutazioni improvvisate, non aiuta né i cittadini gli enti che devono agire».
La Regione è da tempo impegnata nel monitoraggio della specie e nel supporto agli allevatori e alle comunità locali, attraverso strumenti di prevenzione, informazione e intervento coordinato con le forze di polizia e gli enti competenti.
«Per una corretta gestione del lupo– prosegue Beduschi – servono dati aggiornati, segnalazioni corrette e il rispetto delle procedure, perché solo così è possibile distinguere i casi reali dalle percezioni distorte e intervenire in modo efficace».
PROCEDURE IN CASO DI AVVISTAMENTO
In caso di avvistamento di un lupo, è necessario contattare tempestivamente la Polizia provinciale competente. Se possibile, è utile raccogliere materiale fotografico o video per consentire una corretta identificazione dell’esemplare. In alternativa, le segnalazioni possono essere inviate a Ersaf Lombardia all’indirizzo supportoprevenzionelupo@ersaf.lombardia.it indicando la posizione precisa dell’avvistamento.
Nel caso invece di ritrovamento di un lupo ferito o morto, o di incidente stradale, occorre avvisare le Polizie provinciali o i Carabinieri forestali, evitando qualsiasi intervento diretto sull’animale.
Le operazioni di soccorso e valutazione sanitaria competono esclusivamente alle autorità competenti e ai centri specializzati attivi 24 ore su 24.
Infine, in caso di predazione di bestiame, l’allevatore deve contattare le forze di polizia competenti, che attiveranno le Wolf prevention intervention units (Wpiu), squadre specializzate istituite da Regione Lombardia per supportare gli allevatori nella prevenzione dei danni e nella gestione delle procedure di indennizzo.
NON SIGNIFICA LIBERALIZZARNE CACCIA
In questo contesto si inserisce anche il recente declassamento del lupo a livello europeo. La specie resta comunque protetta, ma il nuovo quadro normativo apre a maggiori margini di intervento per le Regioni, nel rispetto dei limiti fissati a livello nazionale. «Non significa liberalizzarne la caccia – conclude l’assessore Beduschi – ma governare in modo più responsabile una presenza che oggi è strutturale e in certi contesti come quelli urbani non è accettabile, per la sicurezza dell’uomo e dell’animale stesso. Il lupo va riportato nelle aree vocate ed è per questo che è in corso un confronto tecnico tra Regioni, Ministeri e Ispra per aggiornare i dati, definire criteri più coerenti e costruire strumenti di gestione realmente applicabili sui territori».
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