DA VEDERE
Massimo Popolizio: Pinter demolisce dall’interno la famiglia
«Ritorno a casa» è una commedia nera, cinica e ricca di umorismo british
«Ritorno a casa» per Massimo Popolizio, che fino al 1° marzo dirige e interpreta al Teatro Grassi di Milano, a sessant’anni dalla prima rappresentazione, il capolavoro di Harold Pinter che ritrae un vero e proprio gruppo di famiglia all’interno di una claustrofobica casa alla periferia di Londra, dove tensioni e desideri repressi si innescano in una spirale soffocante e dove sono solo le liti familiari a spezzare la solitudine di un contesto casalingo dall’equilibrio precario. Che sarà ulteriormente sconvolto dall’arrivo, dopo sei anni, dall’America di un figlio, affermato professore universitario di filosofia, che fa tappa alla casa paterna, durante un viaggio in Europa, con la sua enigmatica moglie, donna piena di zone d’ombra e madre dei loro tre figli. E che, sposata in segreto il giorno prima di partire con il marito per gli Stati Uniti, sarà l’unica figura femminile in un contesto maschile composto dal padre Max, interpretato da Popolizio, un macellaio in pensione che è stato tradito dalla moglie con il suo migliore amico e che vive con un suo fratello minore, fragile aspirante pugile della famiglia, e con due altri figli, di cui uno trentenne con tendenze mitomani che si vanta di avventure erotiche violente. La donna, Ruth, accende i desideri di tutti e scatena dinamiche conflittuali, mostrando quella che era solo apparente fragilità e che si trasforma in una strategia di controllo e potere. E che a sua volta la trasforma da vittima passiva in carnefice che, accettando di prostituirsi e usando il suo corpo come strumento consapevole di dominio sugli altri, sovverte non solo quello che era l’ordine familiare, ma anche quello sociale, destabilizzando e manipolando tutto, in primis questa famiglia patriarcale. Cinismo fulminante e cattiveria si mescolano allo humor britannico tipico di Pinter, tra tensioni psicologiche che si muovono tra umorismo e tragedia, gettando una luce sulle verità più inquietanti della natura umana e sulle dinamiche di potere all’interno di una famiglia. In scena con Popolizio, Paolo Musio, Alberto Onofrietti, Eros Pascale, Christian La Rosa e Giorgia Salari, in uno spettacolo dal ritmo serrato, nel quale sono stati inseriti alcuni riferimenti al cinema anche piuttosto moderno, da Blow Up a Trainspotting a qualche citazione dai fratelli Coen. Da segnalare, a corollario, gli incontri al Chiostro Nina Vinchi venerdì 13 alle 17.30 con Roberto D’Avascio e Margaret Rose sul teatro di Pinter, e il 25 alle 18 con Massimo Popolizio e Olivero Ponte di Pino.
© Riproduzione Riservata


