AL CASTELLO SFORZESCO
Boosta, tra il volo e il rock

Un concerto speciale vedrà protagonista questa sera, venerdì 17 luglio, un noto artista italiano, Boosta: l’appuntamento è alle 21.30 al Castello Sforzesco di Milano per la prossima tappa del tour Boostology, un viaggio tra i sentieri meno battuti della musica contemporanea del Novecento e le pietre miliari del proprio repertorio pianistico fino ad alcune sue composizioni inedite, di prossima uscita.
Il tour, organizzato e prodotto da Ponderosa Music&Art vede come prossime date il 24 luglio Verucchio (RM), il 9 agosto Codroipo (UD) e il 15 settembre Fiesole (FI). I biglietti per i concerti sono disponibili sui principali circuiti di prevendita. L’evento di domani è organizzato da Le Cannibale in occasione della rassegna Estate Sforzesca 2020, promossa e coordinata dal Comune di Milano|Cultura e cuore anche di “Aria di Cultura”.
Davide “Boosta” Dileo, torinese, classe 1974, è musicista, dj, compositore, autore e produttore, ma anche conduttore radio-televisivo e scrittore. Tastierista e co-fondatore dei Subsonica, ha realizzato, tra gli altri, brani per Mina quali: Non ti voglio più, contenuto nell’album Facile e La Clessidra contenuto in Caramella. È pilota privato e sta studiando per il conseguimento del brevetto come pilota di linea.
Ci anticipa qualcosa sulla scaletta della serata al Castello Sforzesco?
«La serata sarà una passeggiata leggera tra i profumi della musica per pianoforte e l’elettronica. Una sorta di colonna sonora per il silenzio di chi verrà ad ascoltarla. E nel, silenzio c’è spazio per una rosa di pensieri e di emozioni inibite».
C’è qualcosa che la lega alle nostre zone?
«Ho amato molto la provincia di Varese. Ci ho suonato tantissime volte, con i Subsonica e da solo. Sono sempre stato molto bene, e ci ho volato tantissimo durante il mio addestramento da pilota. Mi ci sento felicemente legato».
Come ha vissuto i mesi di quarantena?
«Questo drammatico inedito sociale della pandemia è stato incredibile. Personalmente l’ho trovato molto faticoso, emotivamente. Drammatico e assolutamente perforante. Mi sono sforzato di tenere aperta la finestra sul futuro, ma non è stato assolutamente semplice. Avendo anche due figlie pre-adolescenti mi sono molto immedesimato nella loro fatica e ci rendiamo conto, solo a conti fatti, di quanto le relazioni siano non solo sociali ma fondamentali per il benessere e, se non le relazioni, almeno l’idea di potere essere liberi di intraprenderle. Come mi abbia cambiato non lo so ancora. credo sarà un evento, psicologicamente a lunghissima gittata. Lo vedremo. Quello che mi sembra, e ne sono molto, rammaricato, è che il credito di empatia civile che avevamo raggiunto come comunità, abbia rapidamente ceduto il passo al piccolo egoismo. E questa classe dirigente ne è, in parte, responsabile».
Ha avuto grandissime collaborazioni, ci racconta qualcosa di quella con l’icona Mina?
«È una delle persone migliori che conosca. Le persone dovrebbero sempre avere la possibilità di imbattersi in grandi modelli. Lei è una dei miei. Bellissima, intelligente, curiosa, empatica e coraggiosa. Per mille motivi».
Progetti con i Subsonica?
«I Subsonica sono fermi ai box in attesa di ripartire a fine restrizioni. Abbiamo ancora tanto da raccontare e non vediamo l’ora di farlo. Quando è scoppiata la pandemia eravamo pronti a mettere i piedi sul palco. Da lì ricominceremo».
Come nasce la sua passione per il volo?
«Nasce come sfida a una paura tardiva. Avevo smesso di volare per una irrazionale paura del volo. L’ho presa, forse un poco troppo di petto, ma mi sono iscritto a una scuola di volo. E le mie 300 ore di volo dimostrano che sono riuscito, ampiamente a sconfiggerla… vengo spesso in zona. Il nord Italia è la mia passeggiata preferita».
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