LE OPINIONI
Milano Cortina 2026 e la moda
L’estetica incontra la funzionalità ai Giochi olimpici e paralimpici
Alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 va in scena il rapporto tra moda e sport, estetica e funzionalità, tradizione e innovazione. Ne sono perfetta espressione le divise degli atleti, da sempre territorio di sperimentazioni, tra creatività e provocazione da sempre. Indimenticabili, ad esempio, le divise per le hostess delle Olimpiadi Invernali di Grenoble del 1968, firmate da Pierre Balmain con giacca in pelliccia di coniglia Chapal by Chombert, doppio dolcevita e pantaloni alla zuava. L’edizione 2026 dei Giochi non fa eccezione: sin dalla cerimonia di apertura, infatti, l’eleganza di Giorgio Armani e del suo Emporio ha accompagnato la squadra italiana. Un kit composto da piumino, tute sportive e da sci, giacche e pantaloni termici, calzature tecniche e accessori. Sono firmate Ralph Lauren (foto) come da tradizione le uniformi degli Stati Uniti, mentre la squadra del Regno Unito affida la propria identità olimpica a Adidas, che gioca con le geometrie della bandiera e le rielabora. E se la Francia si affida a Le Coq Sportif, facendo dell’eleganza funzionale la propria cifra stilistica, per il Canada è stato chiamato Lululemon a vestire gli atleti, tra stratificazioni modulari e un’attenzione importante all’accessibilità, pensata per gli atleti paraolimpici.
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