IN TRIBUNALE
Molestie alle giovani atlete: il pm chiede quasi 13 anni per il coach
L’allenatore di pallavolo, che ha scelto il rito abbreviato, è accusato di violenza sessuale aggravata
Una richiesta di condanna pesantissima: 19 anni e quattro mesi di reclusione, ridotti di un terzo per la scelta del rito abbreviato, fino a una pena finale di 12 anni, 10 mesi e 20 giorni. È questa la richiesta formulata oggi, martedì 31 marzo, dal pubblico ministero Maria Claudia Contini davanti al giudice per l’udienza preliminare Rossana Basile nel processo a carico dell'allenatore di pallavolo accusato di molestie nei confronti di giovani atlete della sua squadra commesse un paio d’anni fa.
IN AULA
L'udienza, celebrata a porte chiuse, ha visto anche l'avvio della discussione delle parti civili. Nel corso della giornata hanno preso la parola quattro dei sei avvocati che rappresentano nove presunte vittime, già ammesse nel procedimento appunto come parti civili. Il quadro accusatorio, ricostruito nel corso delle indagini, è quello già descritto nelle fasi precedenti del procedimento: decine di episodi di presunte molestie, documentati anche attraverso immagini raccolte dagli investigatori, e riferiti a un arco temporale che coinvolgerebbe ragazze minorenni, alcune delle quali all'epoca dei fatti non avevano ancora compiuto 14 anni. Proprio la presenza di vittime così giovani ha inciso anche sulla qualificazione giuridica dei fatti, con la contestazione dell'aggravante che comporta un aumento significativo della pena prevista per il reato di violenza sessuale. La scelta del rito abbreviato, accolta dal giudice dell'udienza preliminare, ha determinato da un lato una riduzione automatica della pena in caso di condanna, dall'altro un'accelerazione dei tempi processuali. L'intero procedimento si sta infatti svolgendo allo stato degli atti, senza dibattimento pubblico.
LA PROSSIMA UDIENZA
Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo 14 aprile. In quella data è prevista la conclusione degli interventi delle parti civili, seguita dall'arringa difensiva dell'avvocato Marco Natola. Al termine, il giudice potrebbe già pronunciarsi con la sentenza.
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