CANNES
Mungiu, 'la reazione alla seconda Palma d'oro? Essere umile'
(dell'inviata Francesca Pierleoni)
(ANSA) - CANNES, 24 MAG - Un premio accolto "con grande
umiltà, perché sono consapevole che molti grandi registi non
hanno mai avuto la Palma. Quindi trovo un po' eccessivo averne
ricevute due (la prima l'aveva vinta nel 2007 per 4 mesi, 3
settimane, 2 giorni, ndr). E so che bisogna aspettare anni per
capire se un film sia davvero valido, se 'invecchi bene". Lo
dice un sereno e sorridente Cristian Mungiu ai giornalisti dopo
aver vinto di nuovo una seconda Palma d'oro a Cannes con Fjord.
Nel film, che arriverà in Italia distribuito da Bim, il
cineasta mette al centro la storia di una coppia di romeni
evangelici emigrati in Norvegia (interpretati da Sebastian Stan
e Renate Reinsve, che sul palco con il regista durante la
cerimonia di chiusura non ha trattenuto la commozione) finita al
centro dell'attenzione mediatica e nel mirino dei servizi
sociali per il modo in cui cresce i figli.
"So, perché ho fatto parte anche di questa giuria, e di molte
altre, che tutti i premi sono il risultato del contesto, delle
circostanze. Comunque sono davvero molto felice per Fjord -
aggiunge il regista che durante la premiazione, con Tilda
Swinton, dalla quale ha ricevuto la Palma si è scambiato un
baciamano -. Perché un film ha bisogno di un pubblico. Allo
stesso tempo, per noi cineasti, è importante concentrarsi sui
film e non sui premi". Negli ultimi giorni "abbiamo ricevuto
molti riconoscimenti diversi da molte giurie diverse. E ne sono
molto felice. Per me significa che c'è qualcosa nella storia
(impossibile non pensare anche alla vicenda della famiglia del
bosco, ndr) che parla alla società a più livelli". La prima
reazione dopo aver ricevuto la Palma "è stata voler chiamare i
miei figli, ma ho pensato che fosse già troppo tardi, dormivano"
racconta con un sorriso.
Questo suo nuovo intenso dramma sociale "affronta, spero, la
violenza che esiste nella società odierna. Credo che possano
esserci soluzioni diverse ai problemi più importanti del mondo
e che dobbiamo rispettare il diritto degli altri di trovare le
proprie risposte alle domande più importanti dell'umanità".
Mungiu sottolinea di appartenere alla maggioranza delle società
che cercano sempre risposte razionali". Tuttavia "maturando ho
capito che se ci sono persone che trovano risposte diverse
dalle mie e questo contribuisce al loro benessere, dobbiamo
assolutamente rispettarlo. Non può essere univoco il modo di
vivere in un mondo in cui siamo costantemente alla ricerca di un
significato". Ed è bene "rispettare la libertà altrui. Dobbiamo
cercare di essere aperti agli altri, di capire che questa è la
tolleranza. Non esiste una sola verità e possiamo vivere con gli
altri anche se non condividiamo gli stessi valori. Non credo
che, anche quando fossimo convinti che i nostri valori siano i
migliori, abbiamo il diritto di imporli". Ogni volta "che ci
consideriamo i più intelligenti, i più istruiti, dovremmo fare
un passo indietro e cercare di instaurare un dialogo. Perché
sennò continueremo ad avere questo livello di violenza sociale
che oggi è insopportabile". Il nostro obiettivo dovrebbe essere
"lasciare in eredità ai nostri figli una società che sia un
luogo meno violento di quello attuale".
Il regista infine si sofferma sull'attenzione che Cannes ha
riservato negli ultimi anni alla nuova generazione di cineasti e
film romeni: "Vengono valorizzati più da questo festival che
dalle istituzioni locali" osserva. Con molti cineasti "in tutto
il mondo condividiamo una serie di valori sul modo in cui si
affronta il cinema. Valori come l'originalità e una certa
prospettiva sul significato della vita, sull'ambiguità e anche
sull'onestà. Vogliamo che i nostri film vengano scoperti dal
pubblico perché crediamo che ciò che vogliamo trasmettere sia
importante. E credo che questo piccolo oggetto - dice guardando
la Palma - permetterà alle persone in Brasile, Corea o in
Africa di scoprire questo film. Spero sia l'inizio di un dialogo
per cambiare la percezione che le persone hanno di se stesse e
della società". (ANSA).
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