LA PROTESTA
«Fermate il murale al cimitero di Cuasso»
La petizione è stata firmata da 330 persone. Il sindaco difende la scelta: «Comunque chiederò il parere di Delpini»
«Stop al murale sulla parete esterna del cimitero». L’appello arriva dai cittadini che hanno firmato la petizione che da circa un mese circola in paese. I promotori assicurano di aver raccolto circa 330 sottoscrizioni che ora saranno depositate in municipio. Nel mirino l’opera che l’artista di fama mondiale Andrea Ravo Mattoni realizzerà come ultimo atto del progetto WOW (Wall of Words), finanziato da Provincia e Fondazione Comunitaria del Varesotto. Il soggetto non è ancora stato svelato, ma i contestatori puntano il dito non sull’autore, bensì sul muro scelto per il dipinto: «Il cimitero è un luogo di raccoglimento, memoria e rispetto per i defunti e le loro famiglie». Scelta che invece viene difesa dal sindaco, Loredana Bonora (nella foto davanti al muro “incriminato”), destinataria della petizione.
L’opera di Ravo Mattoni
La decisione di realizzare l’opera al camposanto non è recente. Erano stati lo stesso Ravo Mattoni e Max Laudadio - dal cui incontro è nato il progetto che coinvolge urban artist italiani e stranieri - ad annunciarlo alla presentazione dell’iniziativa, nel giugno 2025. Ma con il passare del tempo il malumore è cresciuto tra una parte della popolazione e alla fine di marzo ha iniziato a circolare la petizione che chiede la «sospensione del progetto». Ricordando che il camposanto è un luogo sacro, di preghiera, ricordo e riflessione, i firmatari affermano che «ogni intervento estetico su tale area dovrebbe essere condiviso con la popolazione» perché un’opera in quel punto «può risultare inappropriata per la sensibilità di molti cittadini». Da qui la richiesta di stop e di «avvio di un confronto pubblico con la cittadinanza, al fine di valutare insieme soluzioni condivise più rispettose, alternative e meno impattanti sulla sensibilità» degli abitanti.
«Disponibile al confronto»
«Non avendo ricevuto formalmente nessuna petizione, prendo atto di ciò che fino ad oggi è stato solo un chiacchiericcio», commenta il sindaco. «Alcuni cittadini ritengono che il muro di un cimitero sia inadeguato per ospitare un’opera del famoso artista Ravo? E come fanno a sostenerlo senza conoscerne il soggetto? Come possono affermare che sia irrispettoso o impattante sulla loro sensibilità? Ho già risposto alle chiacchiere proponendo a chiunque abbia dubbi a proposito di contattarmi in Comune per visionare il bozzetto dell'opera, ma finora nessuno si è presentato. Resto a disposizione, come sempre ho fatto dall'inizio del mio mandato». Bonora non nasconde il rammarico per la polemica e annuncia di voler chiedere un illustre parere: «In ogni caso, per andare oltre alla mia personale opinione e a quella dell’amministrazione, approfitterò dell’imminente visita del vescovo Mario Delpini a Cuasso al Monte per richiedere il suo parere sia dal punto di vista teologico che etico cristiano, sperando che la sua risposta tranquillizzi i fedeli e metta a tacere chi è alla ricerca di visibilità elettorale».
«Esempi in tutto il mondo»
Anche l’architetto Claudio Martinelli, presidente di On, è sorpreso: «Tutti noi dell’associazione siamo molto colpiti da questa polemica, perché il progetto WOW nasce dall’evidenza che non solo esistono murales su muri e spazi cimiteriali ovunque, ma che in Europa la pittura murale legata ai cimiteri cristiani ha una tradizione antichissima; oggi diversi Comuni la usano anche come forma di memoria, spiritualità, rigenerazione urbana e valorizzazione culturale». E cita una decina di esempi, da Pisa a Verona, da Parigi a Malaga, da Londra a Gerusalemme a La Paz, in Bolivia.
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