DOPO SANREMO
Musica: oggi e 50 anni fa. Notate differenze?
Il 2024 all’insegna dell’autotune. Nel 1974 decide di gioielli ancora d’attualità

Passata la “sbornia” sanremese, cos’altro ci riserva il 2024? Già ascoltato il nuovo Green Day, in programmazione il secondo Smile (side-project dei Radiohead Yorke-Greenwood), c’è attesa per i Cure e qualcuno freme all’idea del nuovo Coldplay.
Per il resto, tra Italia e mondo, l’anno sembra caratterizzarsi per una pletora di novità in campo hip-hop/trap “autotune oriented” (chi ce ne salverà?), da Kanye West a Lil Nas a the Weeknd, con il Belpaese in brodo di giuggiole per il ritorno dei Club Dogo mentre passa quasi inosservato quello dei Subsonica.
Facciamo un giochino? Cosa ci proponeva il 1974, mezzo secolo fa? In Italia gli Area di Caution Radiation Area, la PFM che girava il mondo con L’Isola di Niente, Lucio Battisti con l’ambizioso Anima Latina. All’estero? I King Crimson, in Red, regalavano la perla “Starless” prima di scomparire fino al 1981, i Genesis chiudevano l’era Gabriel con The Lamb Lies down on Broadway, viaggio allucinante in un incubo metropolitano a cavallo tra prog e anticipazioni punk (sic). Ma c’era anche Burn dei Deep Purple (addio a Ian Gillan, spazio al duo Coverdale-Hughes) e David Bowie con Diamond Dogs. Oltre l’oceano? Il manifesto del Southern Rock “Second Helping” dei Lynyrd Skynyrd (Sweet Home Alabama), il terzo gioiello firmato Steely Dan (Pretzel Logic) e qualcos’altro.
Come dite? Non è poco? Ne riparliamo tra mezzo secolo.
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