L’OMAGGIO
«Nonno Umberto, la stella più bella»
Il ricordo di Lavinia Bossi, 19 anni, nipote del Senatùr
E poi c’è l’altra storia. Quella personale, quella degli affetti. In queste ore tutti a ricordare il leader rivoluzionario. A parlare dei funerali a Pontida, a leggere i titoloni sui giornali, i discorsi sul passato e sul futuro della politica senza il Capo. L’altra storia è quella di chi chiamava Umberto Bossi semplicemente «nonno».
Lavinia è la prima nipote del Senatùr. Figlia di Riccardo (nato dal matrimonio tra Bossi e Gigliola Guidali), Lavinia è nata dall’amore di Riccardo e la sua ex moglie Maruscka Abbate. Oggi Lavinia è una splendida ragazza di 19 anni.
Per lei non è sempre stato facile e non è facile portare un cognome così pesante. Chi la conosce bene dice che ha dovuto imparare a costruire una corazza che dividesse il personaggio pubblico da quello privato del nonno così importante e che il cognome Bossi non sempre le ha reso la vita facile, tra cattiverie gratuite e preconcetti.
Lavinia, tramite la madre Maruscka, ha fatto avere a Prealpina alcune riflessioni. Belle, pulite, delicate e che lasciano trasparire tutta la timidezza di una ragazza riservata ma che vuole salutare pubblicamente il suo nonno.
«Non è semplice trovare le parole quando se ne va una persona che ha rappresentato così tanto, sia nel pubblico che nel privato. Per molti Umberto Bossi resterà una figura storica, un uomo che ha segnato profondamente un’epoca e che vivrà nei libri di storia. Per me - dice Lavinia Bossi -, resterà sempre mio nonno». Lavinia, studentessa alle superiori e che probabilmente si iscriverà a Giurisprudenza, è profondamente rattristata per la scomparsa del nonno e assiste un po’ frastornata a tutta l’eco mediatica attorno alla morte del fondatore della Lega.
La ragazza ha anche un rimpianto: «Non ci siamo vissuti quanto avrei voluto, ma il legame non è mai venuto meno. I momenti condivisi, seppur pochi, hanno avuto un valore profondo. I ricordi che custodisco sono fatti di momenti semplici, ma pieni di significato, che per me rimarranno per sempre preziosi».
Bossi, anzi nonno Umberto, «era un grande uomo, sempre determinato e appassionato in tutto ciò che ha costruito - continua la nipote -. Col tempo si comprende che non è la quantità a dare valore ai ricordi, ma la loro intensità. E quelli che porto con me resteranno tra i più belli».
L’accenno al ruolo pubblico e politico: «Sono orgogliosa di ciò che ha realizzato nella sua vita e del segno che ha lasciato». «Ma, ancora prima di tutto questo, sono orgogliosa di aver avuto un nonno come lui. Rimarrà una figura importante per molti. Per me sarà sempre la stella più bella di sempre».
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