L’ATTESA
Palio. Legnarello, Sant'Ambrogio, San Magno, Sant'Erasmo in finale: diretta con Prealpina
Tittia (San Domenico) in pole, ma il pronostico è come sempre incertissimo. I mezzosangue sono una novità. Il programma completo
L'ordine di partenza della finale: Legnarello, Sant'Ambrogio, San Magno, Sant'Erasmo
SECONDA BATTERIA
Passano in finale Sant'Erasmo e Sant'Ambrogio, eliminati San Bernardino e San Domenico. Mossa lunghissima, quasi un'ora, poi partono in testa Sant'Erasmo e Sant'Ambrogio, terzo San Domenico che sbaglia la curva e si fa infilare da San Bernardino. I biancorossi tentano il sorpasso su Sant'Ambrogio ma non c'è nulla da fare. Primo Sant'Erasmo, secondo Sant'Ambrogio.
PRIMA BATTERIA
Passano in finale San Magno e Legnarello, eliminate San Martino e La Flora. San Magno e San Martino si contendono la prima posizione all'uscita dal canapo. Dopo la prima curva San Magno è in testa e rimarrà lì fino alla fine. San Martino controlla agevolmente la seconda posizione fino all'ultimo giro, quando Legnarello si butta all'attacco di San Martino e lo passa proprio negli ultimi metri (nella foto Benvegnù). Vittoria per Dino Pes, su Abracadabra, secondo Antonio Siri su Lupin.
ESTRATTE LE BATTERIE
Tributati gli onori al Carroccio, assistito alla carica della Compagnia della Morte e sentiti i bambini cantare l'Inno di Mameli, è il momento della estrazione delle batterie.
Prima batteria: La Flora, San Magno, San Martino, Legnarello.
Seconda batteria: San Bernardino, San Domenico, Sant'Ambrogio, Sant'Erasmo.
CONCLUSA LA SFILATA
Con l'ingresso al "Mari" prima della contrada di Sant'Ambrogio, vincitrice del Palio l'anno scorso, e con il successivo ingresso in campo del Carroccio, accompagnato dalla Compagnia della Morte, si conclude la sfilata. Tra poco gli onori al Carroccio e il sorteggio delle batterie
I PRONOSTICI
Ci siamo. È il grande giorno del Palio di Legnano. Dopo gli eventi di avvicinamento, emozionanti e sentiti, oggi, domenica 31 maggio, arriva il clou. Chi vincerà? Difficile, difficilissimo sbilanciarsi anche se le colombe lanciate al termine della messa in piazza San Magno sembrano essersi dirette versola contrada di San Domenico. Certo, il primo in testa resta Tittia (Giovanni Atzeni) per San Domenico che proverà in tutti i modi a ribadire la sua supremazia anche a Legnano, come ha fatto a Fucecchio domenica scorsa. È il re di Siena, e vorrà indossare la corona ovunque, anche a Legnano nell’anno dell’850esimo della Battaglia. La stoffa c’è. Le alleanze ci sono, almeno sulla carta. Poi c’è Carlo Sanna (Brigante) per San Martino che non potrà sbagliare un colpo di galoppo per far tornare a splendere la contrada biancoblù. E Sant’Erasmo, con Valter Pusceddu (Bighino) che ha portato un lotto di cavalli importante, e si è visto nella Provaccia, vinta di prepotenza in rimonta da Giovanni Puddu. Non può sbagliare, in gioco c’è la rimonta della contrada nell’albo d’oro del Palio.
LA MESSA SUL CARROCCIO
Piazza San Magno era gremita di gente per la tradizionale messa sul Carroccio, che ha aperto la giornata del Palio. Tante famiglie con i bambini arrivate in piazza per ascoltare la funzione ma anche per assistere alla cerimonia di benedizione dei cavalli, occasione per vedere da vicino i fantini e i mezzosangue che nel pomeriggio si sfideranno sull’anello del campo sportivo Mari. Il caldo non ha certo scoraggiato i contradaioli che foulard al collo si sono presentati numerosissimi all’appuntamento.
La tradizione vuole che le colombe liberate alla fine della messa sul Carroccio nella mattinata indicano la contrada vincente del Palio di Legnano. Anche quest'anno sono volate verso San Domenico. Sarà forse la volta buona?
DETTARE LEGGE
Chi detterà legge? Le batterie faranno da spartiacque, come sempre. La fortuna è l’ingrediente segreto di una ricetta che sembra fatta a tavolino e che invece spariglia le carte all’ultimo momento. La corsa del Palio lascia sempre tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo giro. Quest’anno la differenza la faranno, più che i fantini, i cavalli mezzosangue. Lo si è visto chiaramente alla Provaccia: chi ha talento e gira bene in curva ha la possibilità di fare il miracolo.
I BIGLIETTI E LA DIRETTA DI PREALPINA
I biglietti per le tribune coperte praticamente sono andati esauriti prima ancora che la segreteria della Fondazione Palio li mettesse in vendita, quelli del prato non sono durati molto. Poco importa se un posto alla tribuna Partenza costi 70 euro, anche quest’anno i biglietti per assistere al Palio di Legnano sono andati a ruba. Per chi non avesse ancora provveduto, oggi restano in vendita solo gli ultimi biglietti sulla tribuna di via Palermo, quella in metallo che praticamente si riempie solo all’ultima domenica di maggio. Assistere al corteo storico da lì costa 25 euro, la biglietteria aprirà questa mattina alle 10. L’alternativa? Seguire l’intera manifestazione in diretta sul sito www.prealpina.it.
IL PROGRAMMA
La giornata è iniziata alle 10 in piazza San Magno dove il rito si è aperto, come tradizione, con la messa sul Carroccio, momento solenne e profondamente identitario. Subito dopo, l’investitura religiosa dei capitani e la benedizione dei cavalli e dei fantini che, nel pomeriggio, si sfideranno sulla pista di sabbia allo stadio. A rendere ancora più ricca l’atmosfera c'è un tocco celebrativo: uno stand dove si può acquistare la moneta d’argento coniata dalla Zecca di Stato per l’850esimo anniversario della battaglia di Legnano. Nella sede della Famiglia Legnanese è inoltre attivo un ufficio distaccato di Poste Italiane, dove è possibile ottenere l’annullo speciale della manifestazione e acquistare cartoline a tiratura limitata.
Il cuore della giornata è iniziato a battere più forte dalle 14.30, quando da piazza Carroccio ha preso il via la grande sfilata storica. Più di mille figuranti daranno vita al corteo che rievoca con cura e rigore gli abiti e le atmosfere del XII secolo. Tra i protagonisti il Carroccio trainato da sei buoi bianchi e la celebre Compagnia della Morte, guidata dalla figura leggendaria di Alberto da Giussano, simbolo della resistenza e del coraggio dei combattenti che il 29 maggio 1176 sbaragliarono l’esercito imperiale di Federico Barbarossa. Un corteo che ogni anno si rinnova grazie al lavoro paziente e appassionato svolto nei manieri, e che attraversa la città – passando da via Gilardelli, largo Tosi, corso Italia e via Venegoni, fino a via XX Settembre – per poi giungere intorno alle 15.30 allo stadio Mari. Qui la giornata raggiungerà il suo apice: gli onori al Carroccio, la suggestiva carica della Compagnia della Morte e, infine, la parte agonistica con le batterie eliminatorie e la finale che assegnerà il Palio. Come sempre, i tempi della corsa potranno variare a seconda delle fasi della partenza. E se la tradizione farà la sua parte, anche il clima sarà protagonista: le previsioni indicano per il pomeriggio temperature oltre i 32 gradi, un caldo intenso che accompagnerà tanto la sfilata quanto la corsa. Una sfida in più.
Gli approfondimenti sulla Prealpina di domenica 31 maggio in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
© Riproduzione Riservata



