MUSICA
Per resistere al caos beviti una Camomilla e starai meglio
Il concerto dell’Officina il 29 aprile all’Alcatraz di Milano
C’è bisogno di leggerezza ma anche di impegno in questo preciso momento storico, mentre imperversano le guerre e noi ci sentiamo deboli e impotenti. Proviamo allora a misurarci con l’ossimoro indicato poco sopra grazie a una medicina che attraversa i secoli ma ha sempre lo stesso effetto: ci guarisce dai mali che ci affliggono, risponde ai nostri irrisolti quesiti esistenziali e ci permette – nello spazio di una canzone – di toccare una dimensione che ci sfugge dentro esistenze quotidiane fatte di impegni che si susseguono, di notifiche sul cellulare da controllare e di un enorme mole di responsabilità che rischia di schiacciarci. Questa è la musica.
Premessa esagerata per presentare il concerto-evento in programma mercoledì 29 aprile all’Alcatraz di Milano? Forse, ma provate ad ascoltare le canzoni di una band che bazzica da anni sulla scena indie italiana e forse vi troverete d’accordo con questa analisi. Il gruppo in questione ha un nome che vale già un sorriso: Officina della Camomilla. Il progetto nasce nel 2008 a Milano e arriva fino a oggi – tra alti e bassi – con rinnovata freschezza. Il merito è del talento istrionico e un po’ pazzo del fondatore Francesco De Leo che vaga dentro sentieri testuali e musicali d’effetto nella loro semplicità. Insieme a Stefano Poletti costruisce un’architettura sonora che incuriosisce e, dal vivo, porta al pogo. Memorabile il concerto milanese del 20 marzo 2024 ai Magazzini Musicali, al quale è seguito un summer tour in alcuni festival italiani. Quel live segnava la ripartenza del gruppo dopo una pausa durata otto anni dall’ultimo lavoro in studio (Palazzina Liberty) e in promozione del loro album Dreamcore (Hachiko Dischi). Ora l’Officina della Camomilla si ripresenta mentre è in corso il lavoro sul nuovo disco che uscirà entro l’anno. Per i fan sarà l’occasione di poter ascoltare i classici e provare a intuire quali potranno essere le prossime atmosfere, per chi li sente per la prima volta il divertimento è assicurato perché spesso è proprio il primo impatto quello che regala le migliori emozioni. Per tutti il concerto dell’Alcatraz sarà occasione per misurarsi con il caos ordinato dell’Officina della Camomilla in cui la differenza la fanno ancora gli artisti sul palco grazie alla tagliente semplicità di Francesco e agli stucchevoli equilibrismi di Stefano.
I brani sono istantanee prese dalla vita di tutti i giorni, disegni colorati su una tavolozza piena di tinte pastello. Le canzoni sono un inno alla vita come nonsenso, come insieme di momenti raccontati dalla finestra della propria cameretta: accogliente ma pure radice di tutte le nostre insicurezze e paure.
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