GEN Z
Quanta paura ci fa questo amore
Rapporti occasionali e poca stabilità: le app di incontri diventano il catalogo Netflix delle relazioni
L’amore è a portata di click. Boomer divorziati che si ritrovano su Facebook. Millennials che tentano il colpo grosso direttamente su Netflix nell’acclamato L’amore è cieco o più “tradizionalmente” in tv a Matrimonio a prima vista. GenZ che sfoglia infinite possibilità scorrendo a destra o sinistra sulle app di incontri. Questa è la generazione sempre più single e distante dall'intimità fisica, quella matura, che non si esaurisce nella serata di fuoco fine a se stessa.
ORMAI SOLO SITUATIONSHIP
Per dare delle coordinate anagrafiche, si parla dei nati tra il 1997 e il 2010, che sembrano sempre più disinteressati alle relazioni amorose. Vanno per la maggiore le situationship, frequentazioni senza etichette in cui ci si comporta da fidanzati ma non ci si definisce tali. Oppure, si hanno rapporti sessuali qua e là senza impegno.
CONTROEDUCAZIONE SESSUALE
Rapporti occasionali, insomma, che riportano alla memoria “antichi echi romani”. Il 15 febbraio si tenevano festeggiamenti sfrenati in onore del fauno Luperco. Per opporsi al rito pagano, Papa Gelasio I nel 476 d.C. anticipò al 14 la festa degli innamorati in piena morale cristiana. Toccò a San Valentino da Terni, che era morto da martire quel giorno del 273 ed era legato a varie leggende romantiche. Come per silenziare una sessualità intemperante, la tradizione l'ha sostituita con cioccolatini, fiori e bigliettini. Riti, forse, quasi sorpassati.
TRA LIBERAZIONE E QUARANTENA
I motivi di una tale disaffezione dal “romanticismo più classico” sono tantissimi, rintracciabili nell’era in cui i ragazzi si sono formati. Innanzitutto, la sessualità è sdoganata, se ne parla liberamente e se ne contemplano tutte le sfaccettature. Eppure, è meno praticata. Forse proprio perché linguaggio spinto e pornografia (che negli ultimi anni ha trovato nuova forma su Onlyfans) non sono più tabù, hanno perso l’appeal. Non c’è più nulla da scoprire. Certo, il rapporto che si instaura “tra anime e corpi” non è paragonabile a chat e scambi di foto. Ditelo, però, a una generazione che ha passato gli anni dell'adolescenza, della scoperta sessuale, a due metri di distanza con la mascherina. È come se si fosse perso il legame con il proprio corpo e quello degli altri faccia paura. Lo spiegò in periodo Covid Matteo Lancini, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro di Milano: «Oggi non si vuole possedere il corpo dell’altro, ci si innamora di più della sua immagine. È un fenomeno portato da internet».
LE SCELTE INFINITE PARALIZZANO
Dunque, lo insegna la rete, meglio lasciarsi galleggiare in un mare infinito di scelte in sospeso. Si può viaggiare ovunque, fruire di contenuti illimitati di qualsiasi tipo, ascoltare musica lasciandosi guidare dai consigli di Spotify. Per quanto il paragone possa sembrare irragionevole, come la sera si sfoglia il catalogo di Netflix finendo per addormentarsi prima di aver scelto cosa guardare, allo stesso modo scegliere un partner a cui affidarsi, con cui fare compromessi, è difficile se si pensa di avere una gamma infinita di persone da conoscere.
PAURE DI GENERE
Insomma, non si è in grado di capire se ne vale la pena perché si ha il timore di accontentarsi. E poi c’è la paura di fidarsi. A questa paura, noi donne siamo costrette a sommare quella di esporci a un calvario che può anche portare alla morte. Non abbiamo più bisogno di un uomo per uscire di casa senza padre o fratelli. Non abbiamo più una forte pressione sociale che ci addita se siamo sole. Fuori dai denti, chi ce lo fa fare di impegnarci in rapporti duraturi che rischiano di degenerare, come mostrano quotidianamente le cronache, se stiamo bene anche così?
CONTRIBUISCE IL FUTURO INCERTO
Tutta questa solitudine, però, ha un peso sulle prospettive future. Si finisce di studiare sempre più tardi, la precarietà lavorativa porta difficoltà a trovare un’occupazione stabile, spesso non in Italia. Insomma, in un effetto domino si va a convivere o ci si sposa tardi (lo stesso Istat segnala un netto calo delle nozze, soprattutto di quelle religiose) e l’inverno demografico avanza.
ALTERNATIVE ALLO SCHERMO
La sessualità si può inserire a distanza, virtualmente, per esempio con il sexting (scambio di messaggi o foto espliciti) che, secondo il rapporto Censis 2025, il 43% degli under 35 pratica. Nelle fasce di età più elevate questa percentuale diminuisce al 30%. Al contrario, scendendo tra gli 11 anni e i 24, la quota impenna al 57%. Ma un tema così delicato può essere racchiuso davvero in un sondaggio? Generalizzare non è mai esaustivo, ma “vivendo all’interno” della GenZ ci si imbatte in un’infinità di sfaccettature e visioni, che sembrano essere accomunate dal fil rouge della società tutta: l’individualismo.
LA PROPRIA FREQUENZA
Siamo sempre più slegati gli uni dagli altri, meno disposti a metterci in discussione, sempre più attratti dalla velocità, dalle infinite possibilità che paralizzano. Alla fine, forse, come GenZ dovremmo provare a essere più analogici. Da Spotify tornare alla radio, sintonizzarci sulla frequenza a noi più affine e sentire che musica passa. Da quel bacino, scegliere.
“San Valentino” tre pagine speciali dedicate alla festa degli innamorati sulla Prealpina di sabato 14 febbraio in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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