MANGIARE SANO
La schiscetta ideale si fa con i consigli della nutrizionista
È diffusa l’abitudine a sottovalutare la pausa pranzo

Paese che vai, portavivande che trovi: se in America e in Giappone spopolano i lunchbox e i bentobox, in Italia la “schiscetta” mette tutti d’accordo. Dal milanese “schisciare”, ovvero l’azione di “schiacciare” il cibo all’interno di un recipiente, la schiscetta altro non è che un termine dialettale per descrivere il contenitore tipicamente usato da studenti e lavoratori che portano il pranzo da casa a scuola, in università e in ufficio.Purtroppo è ancora abitudine diffusa quella di sottovalutare l’importanza della pausa pranzo: ecco quindi che si tende a consumare pasti veloci, composti solamente da un frutto, una barretta o un pacchetto di cracker, senza nemmeno alzarsi dalla scrivania. A lungo andare, il rischio è quello di non avere le forze necessarie per affrontare gli impegni della giornata e di controbilanciare con una cena troppo pesante, oppure esagerare con gli spuntini pomeridiani. Da evitare anche l’atteggiamento opposto, ovvero far ricadere la scelta su cibi e bevande ricchi di grassi, zuccheri e sale, magari con porzioni abbondanti, che provocano inevitabilmente un senso di spossatezza e cali di attenzione. «Per una pausa pranzo sana e bilanciata che sia senza glutine o meno, è importante imparare a equilibrare i pasti durante l’intera settimana, sia in termini di alimenti sia di nutrienti – spiegano dietisti e e nutrizionisti - la regola d’oro è alternare le diverse fonti di carboidrati, proteine, fibre, vitamine e minerali. Inoltre, le verdure crude, grigliate o lessate, che siano presenti come condimento, contorno o all’interno di un piatto unico, sono un must, così come la frutta». Ma quali sono i consigli specifici per le persone celiache che, solo in Lombardia, sono più di 38mila? È bene non eccedere con il consumo di pane senza glutine o suoi sostituti meglio optare per quello integrale ricco di fibre o cercare di consumare alternativamente al pane anche cereali naturalmente senza glutine, come grano saraceno, quinoa, riso nero, rosso oppure basmati.
Sempre più persone poi hanno l’esigenza di mangiare senza glutine; soprattutto tra i neodiagnosticati, sono ancora tanti i dubbi su quali sono i cibi a rischio e come essere sicuri di evitare qualsiasi tipo di contaminazione.
Ma come combinare gli ingredienti gluten free del territorio per aggiungere un pizzico di Lombardia alla propria schiscetta? Come primo piatto non si possono non menzionare gli asparagi, un ortaggio consumato a livello nazionale che in Lombardia trova un terreno fertile per la sua crescita.
La ricetta “alla milanese” prevede l’accompagnamento con l’uovo “ciarighì”, ossia al tegamino. Tipici della Valtellina sono invece i taroz, un piatto di origine contadina a base di verdure di stagione e formaggio Casera DOP, molto noto negli ambienti di montagna. Infine, per gli amanti del pesce di lago, l’ideale è un’insalata di luccio, oppure il lavarello agli aromi con contorno di patate comasche.
Il tutto condito rigorosamente con olio extravergine d’oliva Laghi Lombardi DOP.
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