LE OPINIONI
Sempre più vecchi e soli
Il concetto di famiglia si restringe. Si sorvola su un problema che mette a rischio economia e pensioni. La denatalità ostacola la crescita di un Paese. Ma è tutta e solo colpa del sistema?
Sempre più soli. A volte per scelta, altre per necessità. Sempre più soli e invecchiati. Due condizioni che ostacolano la crescita di un Paese. L’indagine Istat sulla popolazione italiana non offre spunti di ottimismo. Le nascite sono in calo e il trend sembra inarrestabile. Ci sono più funerali che battesimi. L’età media si alza. Il concetto di famiglia si restringe: single e coppie senza figli sono in maggioranza. Sono i tempi moderni, osservano i sociologi. C’è allora da rimpiangere quelli passati. Sì perché la denatalità è un problema. Come può una nazione pensare al sostentamento – economia, lavoro e pensioni – se vengono meno le nuove leve? Certo, l’argomento è da trattare con cura. Non si può colpevolizzare nessuno, la filiazione è una scelta ed è quindi legittima quella di chi, pur avendo le possibilità, non intende riprodursi. Ciò che lascia perplessi è l’analisi sulle cause della denatalità. Sarebbe tutta e solo colpa di un sistema che non consente alle donne di conciliare il lavoro (e carriera) con la vita famigliare. I figli sarebbero un costo insostenibile. E non vi sarebbero servizi adeguati per accudire i pargoli.
La cultura di un secolo fa ironizzava su uomini e donne senza figli chiamandoli “rami secchi”. Era una spregevole discriminazione verbale. La cultura moderna invece sorvola su un problema (calo drastico delle nascite) che dovrebbe essere in cima all’agenda del governo.
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