LE SEGNALAZIONI
Alla stazione di Sesto viaggia il degrado
Tabelloni illeggibili, niente bar, muri scrostati, rovi: proteste per le condizioni dello scalo sestese
La stazione ferroviaria di Sesto Calende è sempre oggetto di critiche, sia sui social sia in Consiglio comunale, per opera delle minoranze. Nel mirino, recentemente, soprattutto il fabbricato principale dove sono segnalati diversi problemi, nonostante sia frequentata da migliaia di utenti, numero che aumenta in estate coi turisti.
Tabelloni e altoparlanti
Alcuni passeggeri puntano il dito sui tabelloni degli orari dei treni, che sono illeggibili a causa della scarsa illuminazione o addirittura mancanti. E poi critiche per gli annunci degli altoparlanti, che non si sentono, e i muri scrostati e deturpati da scritte dei vandali. Sorprende la presenza di una rete da cantiere che separa il marciapiede dalla zona di stoccaggio dei materiali edili e che è lì da anni. Una stazione senza bar: il locale è chiuso da tempo e sulle porte sono ancora affissi i bandi pubblici di Rfi per riassegnare la gestione, rimasti però lettera morta. Non meno sconcerto suscita lo spazio riservato alle biciclette dei viaggiatori, ormai ricoperto dai rovi e di fatto inutilizzabile. E così le biciclette, chiuse con i lucchetti per evitare di trovare brutte sorprese al rientro a casa, sono appoggiate alla recinzione esterna. Non se la passa meglio l’ampio parcheggio che sorge dietro la stazione, utilizzato soprattutto dai tanti pendolari che devono fare i conti con buche, allagamenti del sottopassaggio in caso di pioggia intensa, ma anche furti e atti vandalici.
Dal premio all’abbandono
Un quadro desolante, se si pensa che lo scalo di Sesto, quando ancora c’era il personale nei locali, era stato premiato al concorso “Stazioni Fiorite”. Oggi invece regna il degrado e delle proteste dei viaggiatori si è fatto portavoce il gruppo consiliare di minoranza Fratelli d’Italia, con un’interrogazione al sindaco Betta Giordani in merito all’annunciato progetto di riqualificazione della stazione. Il primo cittadino ha ricordato che, «anche su input del prefetto, si è tenuto un vertice tra i Comuni che gravitano su Sesto, Rfi, Ferrovie Nord e Trenord. In quella sede erano state toccate alcune problematiche connesse agli immobili utilizzati nelle stazioni, anche in tema di sicurezza e decoro. Ed era stato citato l’accordo “Progetto Stazioni”. Nel mio intervento ho fatto riferimento ad alcune questioni che erano rimaste in sospeso da alcuni mesi: la prima è quella della sicurezza, già nota da tempo, e ho ribadito che resta il problema del presidio dello scalo che dovrebbe essere un punto di accesso alla città».
Un presidio per la sicurezza
Serve quindi «un presidio ordinato, funzionale, accogliente e soprattutto sicuro, visto la posizione di confine tra Lombardia e Piemonte e l’alto afflusso di pendolari e turisti». E il progetto di riqualificazione? «Coinvolge 20 stazioni italiane ed è stato avviato con 6 stazioni pilota nelle quattro regioni del centro Italia toccate dal terremoto. Sesto, così come Arona, fa parte delle altre 14 e si suppone che se ne parlerà nel 2026».
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