INDUSTRIA
«Lo stabilimento Leonardo di Vergiate sarà potenziato»
A Roma l’ad Cingolani ha fatto il punto sulle strategie aziendali
La provincia di Varese sarà cruciale nella crescita del Gruppo? «Non posso dire a quale “figlio” voglio più bene: tutte le linee di business sono importanti. Detto questo, il settore elicotteristico resta fondamentale per Leonardo, sia per la tradizione industriale sia per la qualità raggiunta». Ieri, giovedì 12 febbraio, a Roma l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani ha presentato l’aggiornamento del piano annunciato a marzo del 2024. L’ad non si è sottratto a una domanda sulla “provincia con le ali”, dove si trovano stabilimenti del colosso aeronautico. «In questo contesto rientrano anche il potenziamento del sito di Yeovil e lo sviluppo dell’AW09 – ha aggiunto –. Il settore è in forte espansione. La nostra strategia ragiona sempre più su scala globale, non solo locale, ma i benefici ricadranno anche sul territorio varesino. Il portafoglio ordini è molto solido – circa 17.4 miliardi di euro di backlog nell'arco di piano – e questo comporterà un rafforzamento delle capacità produttive. In particolare, i siti di assemblaggio come Vergiate saranno ulteriormente potenziati con nuovi investimenti».
LA RISPOSTA ALLE TENSIONI MONDIALI
«Dobbiamo costantemente proteggere il mondo. I rischi non sono più isolati», dice senza mezzi termini Cingolani, alla platea di investitori, analisti finanziari, banchieri, giornalisti, riuniti oggi nell’avveniristico hub Pratibus di Roma per ascoltare gli aggiornamenti al Piano industriale avviato dal Gruppo nel 2024. Nessun infingimento: siamo in guerra. «Dobbiamo distruggere le minacce in ingresso», sottolinea quindi Cingolani, evidenziando la necessità, anzi l'urgenza, di implementare una forma di sicurezza globale e non più a compartimenti stagni.
Il messaggio è rivolto al resto d'Europa, dato che Leonardo ha già la soluzione in tasca, prima al mondo: un’architettura difensiva aperta, all'interno della quale le piattaforme di ogni Paese possano dialogare pur salvaguardando i rispettivi dati riservati. Il suo nome è Michelangelo Dome, ovvero la concreta applicazione della nuova visione multidominio di Leonardo: una piattaforma che valorizza competenze, asset e tecnologie proprietarie nei domini aria, terra, mare, spazio e cyber, facendo leva su intelligenza artificiale, high performance computing, cloud e data fusion. Una sorta di “cupola” di protezione in costante divenire in base alle minacce del momento. Non un’utopia, come poteva sembrava solo due anni fa quando Cingolani anticipò le ambizioni del Gruppo, poiché questo innovativo concetto di difesa verrà messo a disposizione «degli amici ucraini» entro la fine di quest’anno.
Un messaggio anche politico, quello del numero uno di Leonardo, il quale fa riferimento, per esempio, alle critiche ricevute sul business dei “macchinari di terra”, cioè i carrarmati: «Qualcuno dice: ma ce n’è veramente bisogno? Io rispondo che non siamo un’isola, che ci sono i confini di 24 Paesi e che devono essere difesi anche su terra». Il tutto sotto la cupola e con la regia di Michelangelo Dome. Leonardo dispone della piena capacità di intercettare, tracciare e neutralizzare minacce emergenti lungo l’intero spettro operativo: da quelle balistiche e ipersoniche agli attacchi saturanti, fino alle minacce a bassa quota e difficili da rilevare, come gli sciami massivi di droni. Si stima che Michelangelo Dome possa sbloccare 21 miliardi di euro di nuove opportunità di business nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi tra il 2026 e il 2030, inclusi nel Piano Industriale aggiornato.
IL BILANCIO DEL 2025
Complessivamente, il 2025 si è chiuso con un portafoglio di ordini superiore a 46 miliardi di euro. Una crescita costante, inarrestabile, evidentemente condizionata dal conflittuale momento storico. In questo contesto, la provincia di Varese ha contribuito fortemente. Logico che in questo contesto anche le assunzioni siano cresciute di pari passo. Nel 2025, l’organico è incrementato di 2.294 risorse rispetto al 2024, con una crescita registrata prevalentemente in Italia (circa +1.600) e Regno Unito (circa +400). Nel corso dell’esercizio sono state effettuate oltre 6.600 assunzioni. I dipendenti under 30 rappresentano circa il 16% del totale, confermando il trend positivo degli ultimi anni in termini di mix generazionale e rafforzamento delle competenze nel Gruppo. Dal punto di vista della parità di genere, l’impegno di Leonardo è confermato dall’incremento di donne sul totale dei dipendenti che raggiunge nel 2025 il 20,5%. Dipendenti coinvolti anche dal punto di vista finanziario: «Undicimila hanno investito in azioni Leonardo», ha rivelato Cingolani.
LEONARDO IN LOMBARDIA
Leonardo è presente in Lombardia con sei sedi principali, tra le provincie di Varese, Milano e Brescia – attive nei business elicotteri, aeronautica, spazio, elettronica e cybersecurity – con circa 8.900 risorse impiegate, inclusi i dipendenti della joint venture Telespazio (Leonardo 67%/Thales 33%), ai quali si aggiungono i quasi 200 addetti lombardi della joint venture Thales Alenia Space (Thales 67%/Leonardo 33%). Leonardo, insieme ai propri fornitori – sono oltre 1.300 quelli locali (con un’incidenza delle PMI all’80%) – genera valore economico e sociale sul territorio lavorando per creare una filiera di qualità e sostenere occupazione altamente qualificata, per un totale di oltre 30mila addetti dell’ecosistema locale. La filiera di Leonardo rappresenta il 12% di tutta l’industria hi-tech della Lombardia. La produttività media del lavoro alimentata da Leonardo, caratterizzata da un mix di competenze elevato, risulta essere maggiore del 17% rispetto alla media regionale. Non a caso Leonardo è tra i soci fondatori del Lombardia Aerospace Cluster, che riunisce più di 200 soggetti impegnati in numerosi progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e formazione. Leonardo collabora inoltre con Università e ITS e con numerose istituzioni locali, tra cui Assolombarda, Confindustria Varese e Confindustria Brescia. Grazie all’ecosistema di cui Leonardo è fulcro, il territorio lombardo è tra i pochi al mondo a poter vantare una capacità di volo completa, sia nell’ala fissa che nell’ala rotante, oltre a competenze avanzate in ambito spaziale. Questa tradizione industriale di eccellenza in tutti i settori di business ha origini lontane: le aziende lombarde che nel tempo sono confluite nel Gruppo risalgono ai primi del 1900 e, in qualche caso, al diciannovesimo secolo come gli stabilimenti di Cascina Costa e Sesto Calende.
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