GLI AGGIORNAMENTI
Pezzotta sindaco a Somma. Radice confermato a Legnano
Si torna al voto per il ballottaggio delle elezioni amministrative. Votanti in calo rispetto al primo turno
Urne chiuse. Attesa per l’annuncio dei nuovi sindaci di Somma Lombardo e Legnano. Dopo il primo turno che ha visto 17 Comuni al voto tra Varesotto, Alto Milanese e Vco, sono due quelli in cui si è tornati alle urne, domenica 7 e lunedì 8 giugno. Iniziato lo spoglio che potrete seguire in diretta qui su Prealpina.it.
QUI SOMMA LOMBARDO
Silvio Pezzotta è il nuovo sindaco di Somma Lombardo (foto Stefano Benvegnù). Con tutte le 17 sezioni scrutinate il candidato del centrodestra vince con il 51,46% (3.158 voti). Stefano Aliprandini, candidato del centrosinistra, si ferma al 48,54% (2.979).
«Finalmente il centrodestra si è ripreso Somma Lombardo, sono davvero felicissima», è la prima dichiarazione di Manuela Scidurlo dopo aver chiuso la telefonata con suo figlio, la prima persona con cui si è confrontata per la vittoria.
L’AFFLUENZA – Al ballottaggio ha votato il 42,93% degli aventi diritto: dato in calo di oltre due punti percentuali rispetto al primo turno quando si attestò al 45,29%.
LA SFIDA – Sono 13.549 i cittadini chiamati alle urne per il ballottaggio tra Stefano Aliprandini, candidato del centrosinistra e vicesindaco uscente, e Silvio Pezzotta, scelto dal centrodestra per riportare la coalizione alla guida della città. La domanda è semplice, la risposta molto meno: i sommesi premieranno la continuità amministrativa rappresentata da Aliprandini oppure sceglieranno il cambiamento proposto da Pezzotta? I numeri del primo turno raccontano una sfida apertissima. Aliprandini ha raccolto 2.996 voti, pari al 46,84% delle preferenze, mentre Pezzotta si è fermato a 2.845 voti, il 44,48%. Tra i due ci sono appena 151 schede di differenza su un totale di 6.569 votanti. Un margine minimo che rende impossibile qualsiasi pronostico. Dopo la chiusura della campagna elettorale di venerdì sera, il confronto politico lascia spazio alle urne. Un ballottaggio che arriva a chiusura di settimane caratterizzate da toni generalmente contenuti, ma non prive di schermaglie, soprattutto sui social e sul tema degli apparentamenti mancati e dei sostegni incassati.
QUI LEGNANO
Legnano riconferma Lorenzo Radice (foto Domenico Ghiotto). Con tutte le 49 sezioni scrutinate il sindaco uscente vince con il 51,07% (11.997 voti). Il candidato del centrodestra, Mario Almici, si ferma al 48,93% (11.493 voti).
L’AFFLUENZA – Affluenza in calo al ballottaggio, di oltre due punti, rispetto al primo turno. Ha votato il 49,19% degli aventi diritto. Il 24 e 25 giugno era il 51,45%.
LA SFIDA – Dopo il primo turno, al ballottaggio ci sono Lorenzo Radice, appoggiato da una coalizione di centrosinistra (Partito democratico, Insieme per Legnano-Legnano Popolare, ri-Legnano e Fare Centro), e Mario Almici per il centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Legnano Ideale) che si è apparentato con la Lista Toia. L’altro schieramento in campo nel primo turno, il Patto Civico (Osservatorio civico, M5S, Avs e Rifondazione) di Federico Amadei, non ha invece preso una posizione unitaria dopo il mancato apparentamento con Radice. Amadei, Avs e Rifondazione hanno in ogni caso fatto degli endorsement a favore del primo cittadino uscente. Chi vincerà? Sulla carta la partita è molto in equilibrio con la città, dopo il primo turno, divisa pressoché a metà. Molto dipenderà dalla capacità dei due contendenti di richiamare ai seggi il proprio elettorato anche se l’astensionismo, due settimane fa, è stato comunque molto alto: solo 51,45 la percentuale dei legnanesi che hanno votato, la più bassa di sempre per un turno di amministrative.
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