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Strage del Mottarone, chiesto un risarcimento da 15 milioni ai tre condannati
I pm della Corte dei Conti contestano un danno erariale a Nerini, Perocchio e Tadini a cinque anni dalla tragedia. Intanto il Comune accelera sul futuro dell'impianto
I pubblici ministeri della Corte dei Conti hanno recapitato l’atto di costituzione in mora alle tre persone che, il 18 settembre dello scorso anno, hanno patteggiato nel processo per l’incidente della funivia del Mottarone, nel quale il 23 maggio del 2021 persero la vita 14 persone.
«DANNO ERARIALE»
La lettera, che segnala l’intenzione di avviare il procedimento contabile, è stata recapitata ai diretti interessati circa un mese fa e contiene la quantificazione del presunto danno economico subito dallo Stato: si tratta di oltre 15 milioni di euro. Secondo i pm della Corte dei Conti, i tre – Luigi Nerini, titolare della Ferrovie del Mottarone, la società che gestiva l’impianto di risalita di Stresa, il direttore di esercizio Enrico Perocchio e il caposervizio Gabriele Tadini – avrebbero commesso un inadempimento amministrativo. Il danno erariale, contestato poco prima della scadenza dei cinque anni dall’incidente, cioè quasi al limite della prescrizione del diritto al risarcimento, viene contestato in solido a tutti e tre i soggetti.
IL PROCESSO
Sotto il profilo penale, il processo in tribunale a Verbania si è chiuso il 18 settembre scorso con tre patteggiamenti: a 3 anni e 10 mesi per Nerini, a 3 anni e 11 mesi per Perocchio, a 4 anni e 5 mesi per Tadini, il quale aveva trascorso cinque mesi e 25 giorni ai domiciliari durante le indagini. Tutti e tre al momento sono in stato di libertà e hanno potuto chiedere l’affidamento in prova, cioè misure alternative al carcere. Al momento l’udienza del tribunale di sorveglianza non è ancora stata fissata.
IL FUTURO DELLA FUNIVIA
Stresa e il Mottarone, intanto, a distanza di cinque anni dall’incidente sono in attesa di ripartire. Il futuro dell’impianto, dissequestrato nel maggio del 2024, resta un’incognita. «La funivia ancora ferma e inutilizzata è una pesante ombra di morte», ha detto una ventina di giorni fa don Gianluca Villa, parroco di Stresa, durante la messa celebrata nella chiesa della Madonna della Neve, in vetta al Mottarone, nel giorno del quinto anniversario della tragedia. Per il ripristino della funivia, a novembre del 2023 ministero del Turismo e Regione Piemonte avevano siglato un protocollo d’intesa, con anche il Comune di Stresa, mettendo a disposizione rispettivamente 10 e 5 milioni di euro. Il neo sindaco di Stresa, Luca Gemelli, eletto all’indomani del quinto anniversario dell’incidente, spiega che il dossier sul Mottarone «è una della cose che stiamo guardando con priorità assoluta».
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