LE OPINIONI
Tuta olimpica venduta online: scatta la rivolta
I Ragni di Lecco contro chi ha pubblicato l’annuncio online
Nell’epoca dell’«usa e getta», della logica del guadagno, della gara a chi è più furbo degli altri, da quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno arriva una bella storia che, seppur partita da un episodio spiacevole, ricorda come non tutte le cose abbiano un prezzo. Al centro della vicenda c’è la messa in vendita su una piattaforma web di una “tuta ufficiale da tedoforo delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026”, presentata come il completo originale utilizzato per portare la torcia olimpica sulla cima della Grignetta da parte dei Ragni di Lecco. Un gesto che non è passato inosservato e che ha spinto il gruppo dei “Maglioni rossi” - come viene soprannominata la storica associazione alpinistica lecchese - a una reazione durissima. Attraverso una nota ufficiale, il presidente Matteo De Zaiacomo ha espresso tutta l’amarezza e lo sconcerto di un gruppo che da 80 anni rappresenta l'eccellenza dell'alpinismo italiano nel mondo: «Si tratta di un fatto gravissimo che lede il buon nome del nostro gruppo e va contro tutti quei principi etici e sportivi che i Ragni di Lecco testimoniano da quasi un secolo», ha dichiarato. La scoperta, avvenuta per caso monitorando il web, descrive il capo d'abbigliamento proprio come il "completo utilizzato dai Ragni di Lecco". Per il gruppo, non si tratta solo di una questione di immagine, ma di un vero e proprio tradimento dello spirito olimpico. La scalata per portare la fiamma sulla Grignetta, montagna simbolo per ogni scalatore lecchese, era stata vissuta come un momento di comunione collettiva e di orgoglio territoriale. Il presidente ha voluto ribadire l’importanza simbolica di quel momento: «Portare la fiamma sulla cima della montagna iconica della nostra storia, vestendo i colori olimpici, è stato per noi un immenso onore». De Zaiacomo ha poi sottolineato come lo spirito dilettantistico, la lealtà e la solidarietà siano le fondamenta su cui poggia l’ingresso di ogni nuovo membro nel gruppo dei Ragni. «Fare commercio di un simbolo di questi valori è cosa assolutamente disdicevole e vergognosa», prosegue la nota, che si conclude assicurando che sarà fatta chiarezza per capire chi abbia pubblicato l’annuncio e se effettivamente abbia a che fare con i Ragni di Lecco. Resta dunque da capire se l’identità del misterioso venditore verrà a galla, ma il segnale inviato dai Maglioni rossi è chiaro: l’etica della montagna non è in vendita.
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