IL DETTAGLIO
“Un posto al sole”, la bustocca Ilenia fuori dalla sigla
Ai fan della serie televisiva non è sfuggita la novità
Ombre su Un posto al sole? Chi pensa che il programma sia «una cosa per terroni», sbaglia di grosso, resta tra le migliori produzioni Rai degli ultimi trent’anni. Al confronto, Beautiful, Dallas e Dynasty e derivati sono fuffa.
Non è solo un discorso di longevità – raggiungere la ventinovesima stagione non rappresenta automaticamente garanzia di qualità – o di indiscutibile bravura di attrici e attori ma di capacità di restare al passo coi tempi, addirittura con i giorni. Merito degli sceneggiatori che, tanto per gradire, non dimenticano mai le feste, comandate e no. A Palazzo Palladini, ombelico del mondo della soap opera, angolo di Napoli in queste puntate scoperto anche dalla newyorchese Whoopy Goldberg, non esiste Natale senza presepe e Albero, San Valentino senza rose, 25 aprile senza scritti di bambini sulla Liberazione.
Temi d’attualità si intrecciano con dinamiche personali
L’attenzione non è posta però unicamente su ciò che è suggerito dal calendario, strada in fondo tracciata. Accanto alle storie d’amore e d’amicizia, spesso incasinate, contrassegnate da addii che si rivelano arrivederci, appaiono tematiche di forte attualità. Ce n’è per ogni stagione della vita: dal bullismo nelle scuole alla sindrome della spesa compulsiva, alle truffe agli anziani. C’è chi combatte con la tossicodipendenza o con l’alcolismo e chi deve difendersi da stalking o mobbing. La cosa sorprendente è come argomenti di tale peso – spazio anche a caporalato e criminalità organizzata, dipinta però senza spettacolarizzazioni alla Gomorra – siano serviti in modo, per quanto possibile, leggero. Sostenibile perché mescolato a schermaglie tra innamorati e a chiacchiere da Caffè Vulcano.
Sapientemente alternati, condotti per mano fino a certo punto e poi lasciati decantare, i personaggi si muovono tra dinamiche individuali e sociali, sogni e bisogni storici o contemporanei. Ciò che vediamo o ascoltiamo dal lunedì al venerdì su Rai Tre, poco dopo Via dei Matti n° 0, ottimo programma con Stefano Bollani e Valentina Cenni, è in genere stato scritto non più di 15-20 giorni prima della messa in onda. Puntare a una finestra sul presente può avere controindicazioni? Difficile escluderlo.
Il primo cambiamento sta nella sigla iniziale
Un posto al sole ha dato spesso prova di coraggio, lo dimostra l’attestato di stima riconosciuto a Michele Saviani (interpretato da Alberto Rossi), il giornalista di Radio Golfo 99 impegnato in pericolosi reportage contro i potenti. Probabile però che, in alcune situazioni, subentri la prudenza. Tra i personaggi di Un posto al sole c’è anche un magistrato. La figura di Eugenio Nicotera (Paolo Romano) ci tocca da vicino perché marito di Viola Bruni, la professoressa impersonata da Ilenia Lazzarin, attrice nata a Busto Arsizio. Sposatisi nel 2016, Eugenio e Viola, separatisi nel 2022, dopo che lei è rimasta gravemente ferita dall’ennesimo attentato camorristico al marito, si sono recentemente riuniti. A fare capire loro di amarsi ancora sono stati i problemi di salute di lui risolti da un’operazione complessa. Felici e contenti ma da un po’ scomparsi dallo schermo, Viola-Ilenia nostra addirittura dalla sigla di testa. Normale sosta ai box dopo la sovraesposizione o inopportuno proporre un magistrato, per di più messo in buona luce, a poco più di un mese dal referendum Giustizia? Che intenzioni di voto gli attribuirebbero Carlo Nordio, ministro della Giustizia, e Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli? E che intenzioni di voto attribuirebbero a Eduardo Sabbiese, il camorrista pentito che forse tanto pentito non è?
Nulla di ufficiale trapela ma il rischio di non vedere il magistrato e la maestra fino al 24 marzo appare alto. E pensare che, prima di tornare con l’ex marito, era ad un passo da un futuro con Damiano, professione poliziotto. Se avesse scelto lui, nessuno avrebbe potuto oscurarla.
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