DA VEDERE
Varese, angolo del Sol Levante

È lunga più di un metro e mezzo, ma chiusa diventa un libro. Si tratta della monumentale carta geografica politica del Giappone, intitolata Mappa revisionata dell’intero territorio del Giappone (Shintei Nihon yochi zenzu), realizzata dal cartografo Miyazaki Ryujo in policromia con la stampa da lastra di rame, datata anno 9 dell’era Meiji (1876). Si tratta di una delle numerose preziosità a stampa donate alla Biblioteca Civica di Varese da Giuseppe Baratelli (1850-1924) ed esposta nella mostra Giappone: disegno e design. Dai libri illustrati Meiji ai manifesti d’arte contemporanea appena inaugurata al Castello di Masnago. Quella di Baratelli, insieme a quella, più cospicua, di Ettore Ponti (1855-1919), è una donazione particolarmente significativa, che documenta gli scambi economici e culturali tra oriente e occidente e il fascino esercitato sull’arte europea dall’immaginario figurativo nipponico. Entrambe poco note se non a una ristretta cerchia di studiosi, le due donazioni sono state indagate in modo approfondito da Rossella Menegazzo ed Eleonora Lanza, curatrici dell’evento. L’esito di questo lavoro è proprio la mostra varesina, che presenta la prima volta al pubblico i preziosi volumi d’arte giapponese di fine Ottocento e inizio Novecento firmati da noti artisti nipponici. I volumi, realizzati con la tecnica silografica, cioè la stampa su matrice in legno, già in auge dal XVII secolo con il filone artistico dell’ukiyoe, furono pubblicati nel periodo Meiji tra il 1890 e il 1908 per la maggior parte a Kyoto, dall’editore più importante del momento, Unsōdō, ancora oggi attivo e specializzato proprio nella silografia e dotato di un importante archivio di matrici in legno. I volumi firmati da numerosi artisti dell’epoca sono esempi di alta raffinatezza pittorica e grafica e mostrano il profondo legame tra arti decorative, artigianato e pittura. Molti di questi volumi, come è spiegato nelle prime sezioni della mostra, arrivarono in Occidente grazie agli scambi nell’industria serica, poiché ricchi di motivi decorativi utilizzati come modelli da applicare su tessuti e manufatti d’arte, utili per artigiani e commercianti. Un repertorio di fiori e uccelli e altri elementi naturali usati come modelli per tessuti, soprattutto kimono e giacche haori, ma anche per ventagli pieghevoli e rotondi, vasi e altri manufatti artigianali. In mostra sono presentati anche 60 poster dei più importanti graphic designer giapponesi contemporanei il cui lavoro grafico richiama soggetti e tecniche della tradizione pittorica mostrandone gli sviluppi attuali. A corollario della mostra sono stati ideati numerosi eventi, conferenze, concerti, spettacoli in streaming, visite guidate, incontri online con specialisti del Giappone.
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