L’AVENTO
L’Albania, Madre Teresa e una storia d’integrazione
Storia e cultura intrecciate nella serata varesina in Sala Montanari
Una sala piena, applausi calorosi e un forte orgoglio identitario hanno accompagnato ieri sera, mercoledì 27 maggio, alla Sala Montanari di Varese l’incontro “Albania: il glorioso passato di un grande popolo”, promosso dall’associazione culturale Arberia Ets con il patrocinio del Comune di Varese e di Regione Lombardia. Un appuntamento che ha saputo intrecciare storia, cultura e integrazione, richiamando numerosi cittadini, rappresentanti istituzionali e membri della comunità albanese del territorio.
La serata, aperta da un momento conviviale nella piazzetta antistante la sala, è iniziata con i saluti del sindaco Davide Galimberti e del consigliere regionale Emanuele Monti. A fare gli onori di casa è stato Bujar Sejdiu, presidente e cofondatore di Arberia Ets, giovane realtà nata un anno fa con l’obiettivo di creare un punto di riferimento per la comunità albanese e arbëreshë del Varesotto. «Ringraziamo Varese, tutti i sostenitori e le persone che stanno scegliendo di unirsi a noi - ha spiegato Sejdiu -. In appena un anno siamo riusciti a organizzare il nostro primo grande evento pubblico e questo ci rende davvero fieri». Un’associazione nata con un obiettivo preciso: «Unire la comunità albanese senza perdere usi, tradizioni e valori, ma allo stesso tempo favorire integrazione e partecipazione nella vita del territorio». Il presidente ha poi illustrato alcuni dei progetti in cantiere: «Vogliamo creare occasioni di incontro per anziani e donne, attivare corsi di doposcuola per i bambini e organizzare eventi capaci di coinvolgere le famiglie anche dei comuni limitrofi. Ci sono fasce della comunità che hanno ancora bisogno di sentirsi parte attiva della città». Momento centrale dell’incontro è stato l’intervento dell’avvocato Amato, divulgatore e saggista varesino, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio nella storia albanese, dall’epoca romana fino alla figura di Madre Teresa di Calcutta. Ampio spazio è stato dedicato a Giorgio Castriota Skanderbeg, simbolo della resistenza contro l’avanzata ottomana e figura chiave della storia europea del Quattrocento. Particolarmente applaudita la presenza di Loris Castriota Skanderbegh, diretto discendente della storica famiglia del condottiero albanese, che ha portato una testimonianza personale dal forte valore simbolico e identitario.
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