IL CASO
Varese, parcheggio conteso tra Curia e Comune
A Sant’Ambrogio la giunta vuole acquisire-espropriare un terreno
«Il consiglio pastorale è impegnato sulla vicenda del parcheggio». L’annuncio è stato dato in chiesa, a Sant’Ambrogio, domenica scorsa dopo la messa, portando i riflettori su una vicenda intricata.
Il 3 marzo scorso, infatti, la giunta Galimberti ha approvato il documento di indirizzo alla progettazione per la realizzazione di un parcheggio pubblico a raso in via Virgilio, sull’area del campo da basket della parrocchia. L’area è classificata in zona Rel - pertinenza religiosa - nel Piano dei Servizi del Pgt.
La parrocchia non cede
Il Comune, per trasformarla in parcheggio, a quanto risulta, dovrà procedere con l’acquisizione dell’area o all’esproprio, poi il Consiglio comunale dovrà approvare il Progetto unitario e sancire il cambio di destinazione urbanistica, che – a causa di un vincolo vigente sull’area - dovrà poi avere l’ok della Soprintendenza alle Belle Arti. Ma la parrocchia non intende cedere il terreno, che avrebbe invece messo a disposizione in comodato d’uso a fronte di un progetto che, però, non ci sarebbe ancora.
Nel notiziario “In cammino insieme” del 22 marzo è stata ricostruita la vicenda, a partire dal 2017, quando il Consiglio pastorale propose al Comune di costruire un parcheggio sul campetto. La parrocchia, ritenendo di non poter destinare una cifra importante per la realizzazione di tale opera, aveva infatti deciso di offrire per l’utilità pubblica quella parte di terreno. Optando, di concerto con la Curia, per la cessione del diritto di superficie in termini di gratuità (senza oneri per il Comune), chiedendo in cambio alcune attenzioni circa la viabilità su via Virgilio e la manutenzione-gestione del parcheggio. E ancora: «Discussa la cosa con il sindaco, con l’assessore e con i competenti uffici comunali, in data 21 marzo 2018 il Comune stendeva una bozza di accordo bonario (gratuito), che descriveva le condizioni del diritto di superficie; l’accordo era preso in considerazione della Curia diocesana, che attendeva dal Comune la precisazione del progetto, dei costi previsti, della richiesta di durata del contratto».
Nel 2019, il Comune chiedeva alla Curia una durata di 30 anni del diritto di superficie, ma non predisponeva ancora un progetto che giustificasse tale durata. Progetto che, stando a quanto scritto sul notiziario parrocchiale, ancora non c’è.
Per tentare di smuovere un poco le acque, la parrocchia, 18 agosto 2020, presentava ufficialmente alla Curia diocesana una istanza per l’autorizzazione del diritto di superficie, nonostante la mancanza della parte progettuale richiesta al Comune.
Questione datata
Dopo tre anni, il 27 febbraio 2025, il sindaco convocò i rappresentanti della parrocchia per tornare a parlare del parcheggio, dichiarando che si passava da un originario progetto ampio ad uno ridotto, a causa della mancanza di risorse economiche. «Mai è stata messa in discussione la forma giuridica del diritto di superficie», ribadisce la parrocchia.
Da lì si arriva alla cronaca di questi giorni: «Venerdì 13 marzo il sindaco telefona al parroco e comunica a voce la decisione della Giunta (acquisto o - in caso di non accettazione - esproprio), invitando il parroco a sostenere questa posizione. Il parroco rispondeva che questo modo di fare era inaccettabile e che non avrebbe affatto sostenuto questa scelta della Amministrazione, a motivo del metodo irrispettoso delle istituzioni e delle persone».
La Curia ha chiesto di andare ad una trattativa solo nel momento in cui l’Amministrazione produrrà dei documenti ufficiali completi e li invierà. Chissà se Sant’Ambrogio, a fronte di tutto questo, avrà mai il suo parcheggio.
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