GUERRE E VIOLENZA
Varese prega per la pace: l’appello ai fedeli
Monsignor Gioia: «Troppe parole violente»
Anche da Varese, in San Vittore, si è alzata questa mattina, mercoledì 4 marzo, la preghiera per gettare semi della pace nel mondo, con il pensiero per Ucraina, Sudan e anche il Medio Oriente dopo l’attacco dell’asse Usa-Israele a Iran e alleati. La preghiera è una risposta all’invito della Diocesi di Milano che, essendo tempo di Quaresima, aderire alla proposta del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa, ha deciso dedicare un momento particolare di preghiera alle vittime di tutte le guerre. Le preghiere continueranno tutto il giorno, con adorazione eucaristica nella chiesa di San Giuseppe.
Le parole del prevosto
Monsignor Gabriele Gioia, prevosto di Varese, ha fatto appello ai fedeli di cominciare a costruire la pace nel quotidiano, partendo dal linguaggio: «Papa Leone dice che ci sono troppe parole violente, non pacifiche. Non si riferisce solo alla rabbia che monta e porta parole a offendere, imprecare e dare titolo, ma anche nel modo di ragionare. Pensiamo ad espressioni come: “Bisogna metterli in prigione”, “bisogna farli fuori tutti”, “ci vuole la pena di morte”. Quante volte capita di sentire queste parole sulla bocca dei cristiani? Quando pensiamo così siamo come pagani, non siamo discepoli di Gesù se il nostro modo di parlare è violento, aggressivo e non segue l’esempio del Maestro».
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