SCUOLA
A Bosto e a San Carlo non partono le prime
Primarie in difficoltà. L’appello: «Ridurre le tariffe ai non residenti»

Ultimi giorni di vacanza per gli studenti prima della fatidica prima campanella. Gli asili riapriranno l’1 settembre, mentre le scuole di tutti gli altri ordini venerdì 12. Ci sono scuole primarie che hanno formato ben due prime classi e altre che saranno senza remigini, come alla Foscolo di Bosto e alla Garibaldi di San Carlo. Il Bizzozero.net, testata giornalistica curata da Raffaele Coppola, che è anche presidente del Circolobizzozero, alla questione delle “prime vuote” ha dedicato un’analisi, osservando come «tra le cause, oltre al calo demografico, si segnala anche la politica del Comune di Varese verso le famiglie non residenti - osserva Coppola -. Queste ultime, per iscrivere i figli nelle scuole di Varese, devono sostenere tariffe più alte, per nidi, asili e servizi para scolastici (pre-scuola e doposcuola), allontanandoli di fatto dalle scuole di Varese, mentre alcuni Comuni vicini cercano di attrarre studenti anche residenti a Varese».
Secondo il Bizzozero.net, «la differenziazione delle tariffe adottata nel capoluogo da molti anni, pur essendo motivata dalla necessità di coprire i costi dei servizi, sta portando l’utenza, che un tempo sceglieva le scuole di Varese per motivi lavorativi, a stare nel proprio comune di residenza».
I CONTI
I servizi scolastici sono coperti solo al 33 per cento dalle rette degli utenti. «Il costo dei servizi per gli studenti provenienti da fuori non può essere scaricato sui residenti di Varese. I servizi del comune sono dedicati ai sui cittadini. Forse le scuole dovrebbero ripensare all’offerta formativa, offrendo alle famiglie la possibilità di scegliere il tempo pieno, cosa che attualmente avviene alla IV Novembre, alla Pascoli e alla Mazzini - dice l’assessore ai servizi Rossella Dimaggio -. Bisognerebbe differenziare l’offerta formativa. Nel comune di Varese copriamo il doposcuola in tutti i plessi fino alle 17.30 o alle 18. Le rette del doposcuola vanno da 12 a 150 euro, che è la tariffa massima, che si applica anche ai non residenti. Anche la mensa, in tre tipologie: curriculare, per il doposcuola e giornaliera, è attivata in tutti i plessi. Così come il prescuola dove è richiesto da un minimo di 9 utenti. Come Comune facciamo davvero tutto il possibile per essere vicino alle famiglie».
Servizio completo sulla Prealpina in edicola giovedì 28 agosto
© Riproduzione Riservata