ROMA
Bongiorno presenta riformulazione ddl stupri, sparisce parola consenso
(ANSA) - ROMA, 22 GEN - La senatrice Giulia Bongiorno,
relatrice del ddl sulla violenza sessuale, ha presento una
proposta di riformulazione del testo che è ora all'esame della
commissione Giustizia e che sarà votato la prossima settimana.
Al centro del testo Bongiorno c'è di fatto il principio del
'dissenso' ad un atto sessuale. In particolare nel provvedimento
si chiarisce che "La volontà contraria all'atto sessuale deve
essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in
cui il fatto è commesso. L'atto sessuale è contrario alla
volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero
approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle
circostante del caso concreto, di esprimere il proprio
dissenso".
Di fatto, nella proposta di riformulazione, sparisce la
parola consenso - nel testo approvato alla Camera si parla di
"consenso libero e attuale" a un rapporto sessuale, senza il
quale scatta il reato - che era al centro dell'accordo
bipartisan tra la premier Giorgia Meloni e la leader del Pd,
Elly Schlein. Le pene vengono poi distinte: per la la violenza
sessuale senza altre specificazioni, la reclusione si riduce da
4 a 10 anni, rispetto ai 6-12 anni del testo votato
all'unanimità in prima lettura.
Resta, invece, il range di 6-12 anni se "il fatto è commesso
mediante violenza o minaccia, abuso di autorità ovvero
approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica
della persona offesa". Pene comunque diminuite di non più dei
2/3 per i casi di minore gravità.
Sulle sanzioni dei casi di minore gravità che possono essere
ridotte fino a 2/3, infine, si fa riferimento alle "modalità
della condotta" e alle "circostanze del caso concreto, nonchè in
considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persone
offesa". (ANSA).
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