ROMA
Consumatori, dopo Harry polizze catastrofali senza una copertura reale dei danni
(ANSA) - ROMA, 25 GEN - Assoutenti interviene sul dibattito
relativo alle polizze catastrofali obbligatorie per le imprese,
alla luce dei danni causati dal ciclone Harry e dei recenti
eventi calamitosi che hanno colpito Sicilia, Calabria e Sardegna
e "delle dichiarazioni istituzionali che rischiano di
trasformare uno strumento ancora sperimentale in un fattore di
disuguaglianza sociale ed economica".
"Il sistema delle polizze catastrofali è ancora in una fase
chiaramente sperimentale, e utilizzarlo oggi per discriminare
tra imprese 'meritevoli' o meno di ristori pubblici è
profondamente sbagliato, soprattutto quando l'obbligo
assicurativo non corrisponda a una copertura reale ed efficace
dei rischi che colpiscono il territorio", dichiara Gabriele
Melluso, presidente di Assoutenti. "Da un lato si impone un
obbligo alle imprese, dall'altro si escludono dalla copertura
proprio quegli eventi che oggi producono i danni più rilevanti,
realizzando una contraddizione evidente".
La normativa, ricorda Assoutenti, prevede come rischi
assicurabili obbligatori esclusivamente: alluvione, inondazioni,
esondazioni, terremoti e frane. Restano invece espressamente
esclusi fenomeni ormai ricorrenti e devastanti, quali, tra gli
altri, mareggiate, penetrazione di acqua marina, allagamenti
causati da piogge brevi e di intensità eccezionale, le
cosiddette 'bombe d'acqua'.
"È un paradosso evidente - sottolinea Melluso - Eventi che
oggi vengono definiti 'estremi' ma che in realtà sono diventati
ordinari, restano fuori dalla copertura assicurativa".
Secondo Assoutenti il pericolo concreto è che le polizze
catastrofali diventino una scusa surrettizia per ridurre
l'intervento pubblico e spostare sui privati il costo
dell'inerzia politica.
"Le assicurazioni non fermano frane, alluvioni o mareggiate:
le fermano le scelte politiche. Se le polizze obbligatorie
servono solo a esentare il decisore pubblico dall'investire
seriamente nelle strategie di adattamento ai cambiamenti
climatici, allora è meglio sospenderle o ripensarle
radicalmente. Per questo chiediamo un tavolo di confronto tra
governo, assicurazioni, associazioni dei consumatori e
rappresentanze delle imprese". (ANSA).
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