L’INDAGINE
Truffe “porta a porta” ad anziane, vittime anche nel Varesotto
Cinque misure cautelari eseguite dalle Fiamme gialle di Padova
Auto di lusso - come Ferrari e Lamborghini - cene in ristoranti stellati e shopping nelle boutique d'alta moda. Una vita sfarzosa, finanziata però con i risparmi di oltre 1.200 donne anziane, raggirate e talvolta minacciate nelle loro case. Tra le vittime, anche donne residenti in provincia di Varese.
È quanto emerso dall'operazione della Guardia di Finanza di Padova, che all'alba di ieri ha smantellato un'organizzazione criminale dedita a estorsioni, truffe e riciclaggio. I militari del Comando provinciale hanno eseguito cinque misure cautelari (una in carcere, due ai domiciliari e due obblighi di dimora) e sequestrato beni per 2,5 milioni di euro.
L’indagine è partita da un’anomalia evidente: il tenore di vita degli indagati, che sfrecciavano per le vie di Padova a bordo di supercar, risultava del tutto incompatibile con le dichiarazioni dei redditi.
Il sistema era spietato. Attraverso una società di vendite "porta a porta" tra il veneziano e il padovano, la banda acquistava elenchi di potenziali vittime (anziane e persone sole) per vendere prodotti di scarso valore — pentole, materassi, ferri da stiro — a prezzi gonfiati fino all'800%.
Le vittime venivano convinte di essere vincolate da vecchi contratti e, in caso di resistenza, erano soggette a vere e proprie estorsioni, con minacce di azioni legali inesistenti.
In un caso emblematico, una donna è stata costretta a spendere 22 mila euro in tre anni, attivando finanziamenti che l'avrebbero impegnata fino al 2030.
Le perquisizioni, estese anche alle province di Roma, Treviso, Mantova e Lecce, mirano ora a recuperare i profitti illeciti accumulati sulla pelle delle fasce più deboli.
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