ROMA
Ricchezza record nelle tasche di 3.000 e la metà del mondo in povertà
(ANSA) - ROMA, 19 GEN - E' concentrata nelle tasche di poco
più di 3.000 paperoni nel mondo la ricchezza record di 18.300
miliardi di dollari, mai raggiunta prima. Ma sul rovescio della
medaglia, ci sono miliardi di persone che devono fare i conti
con la povertà, la fame e il rischio di morire per malattie del
tutto prevenibili.
Se da un lato le fortune dei miliardari globali sono
cresciute nel 2025 di 2.500 miliardi di dollari, una cifra quasi
equivalente alla ricchezza totale detenuta dalla metà più povera
dell'umanità, ossia 4,1 miliardi di persone, dall'altro lato il
tasso di riduzione della povertà globale è rimasto invariato
negli ultimi 6 anni e la povertà estrema è di nuovo in aumento
in Africa. E dire che la ricchezza aggregata sarebbe sufficiente
a sradicare la povertà estrema 26 volte.
Sono le divergenze economiche e sociali del mondo contenute
nell'analisi internazionale di Oxfam 'Nel baratro della
disuguaglianza, come uscirne e prendersi cura della democrazia'
diffusa in occasione dell'apertura del World economic forum al
via a Davos.
Il patrimonio dei super ricchi è cresciuto del 16% in termini
reali nel 2025, a un ritmo tre volte superiore alla media degli
ultimi cinque anni, e il livello record di 18.300 miliardi di
dollari ha segnato un aumento dell'81% rispetto al 2020. Da soli
i 12 miliardari più ricchi del mondo possiedono una ricchezza
(2.635 miliardi di dollari) superiore a quella detenuta dalla
metà più povera dell'umanità, ovvero da oltre 4,1 miliardi di
persone, dice l'associazione che si occupa della lotta alle
disuguaglianze. Una concentrazione di ricchezza, mai registrata
nella storia, dice Oxfam, raggiunta mentre 1 persona su 4 nel
mondo soffre di insicurezza alimentare e quasi la metà della
popolazione mondiale vive in povertà. Oxfam stima inoltre che
oggi un miliardario abbia 4.000 volte più probabilità di
ricoprire cariche politiche rispetto a un cittadino comune e
rileva che "la percentuale della popolazione mondiale che vive
in autocrazie è aumentata di quasi il 50%. Tra il 2004 e il
2024, solo 3 persone su 10 vivono oggi in democrazie, mentre nel
2004 erano 1 su 2". I tagli degli aiuti internazionali operati
l'anno scorso dai governi di tutto il mondo potrebbero causare,
nei Paesi più poveri, oltre 14 milioni di morti in più entro il
2030, afferma l'analisi. (ANSA).
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