SICUREZZA
San Fermo, nuove telecamere già "neutralizzate"
Gli occhi elettronici presi di mira da uno sconosciuto

Sono entrate in funzione da pochi giorni, ma alcune delle nuove telecamere installate a San Fermo risultano già manomesse. L’impianto, parte di un progetto che ha visto l’installazione di quindici dispositivi tra il quartiere varesino e il Sacro Monte, era stato presentato come un passo avanti decisivo nella sicurezza urbana. Finanziato con circa 70mila euro da fondi ministeriali, il sistema è collegato in tempo reale alle centrali operative per monitorare aree sensibili come piazzale Spozio, il parco e le vie d’accesso al borgo storico.
La segnalazione della manomissione non è arrivata dal Comune, ma dai residenti, che notando gli occhi elettronici ruotati, hanno avvisato direttamente i carabinieri. A darne notizia è il consigliere comunale di Forza Italia Domenico Esposito, che condanna con fermezza l’accaduto: «È inaccettabile che un intervento così importante per la sicurezza venga sabotato così presto. Ma ancora più grave è che a rilevare il danno siano stati i cittadini e non chi dovrebbe monitorare il funzionamento del sistema».
Esposito si chiede come sia stato possibile che nessuno, nelle strutture comunali, si sia accorto del problema: «Parliamo di telecamere di ultima generazione, collegate alle centrali operative. Possibile che non ci sia alcun controllo sul loro stato di funzionamento? Perché devono essere i residenti a chiamare i carabinieri?».
Il consigliere chiede chiarezza, un intervento immediato e soprattutto il ripristino del sistema: «L’amministrazione deve spiegare cosa non ha funzionato e garantire che simili episodi non si ripetano. Se investiamo soldi pubblici in tecnologia, dobbiamo anche assicurarci che sia sorvegliata e mantenuta costantemente. Ora serve un ripristino immediato».
La vicenda si inserisce in un dibattito politico già acceso nei giorni scorsi. Secondo Franco Formato, consigliere di Varese Ideale, sarebbe stato più opportuno collocare i dispositivi in altre aree della città, considerate più esposte a episodi di degrado e criminalità. Replica Lorenzo Macchi, consigliere del Partito Democratico, che ha ricordato come il piano di videosorveglianza non sia concluso: «Sono già previsti ulteriori impianti e verranno installati ascoltando le richieste dei cittadini».
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