TUNISI
Tunisia, allarme frane per l'iconica cittadina di Sidi Bou Said
(ANSA) - TUNISI, 23 GEN - La collina di Sidi Bou Said, uno
dei siti più iconici e emblematici dell'area di Tunisi e punto
nevralgico anche per il patrimonio architettonico e
paesaggistico tunisino, è tornata al centro dell'emergenza
maltempo e instabilità del terreno, con il comune etichettato in
queste ore come "sinistrato" a causa del rischio di frane e
smottamenti. Il direttore regionale della Protezione civile,
colonnello Mounir Riabi, ha lanciato l'allarme sulla "fragilità
persistente" del rilievo e sulla minaccia rappresentata dai
movimenti del suolo per abitazioni e residenti, dopo una nuova
sequenza di precipitazioni intense che nei giorni scorsi ha
aggravato la situazione.
Riabi, in dichiarazioni riprese dai media tunisini, ha
sottolineato che gli interventi puntuali non sono più
sufficienti e che occorre passare a un approccio complessivo,
basato su studi geotecnici approfonditi, soluzioni "pesanti" e
un monitoraggio permanente dell'area. Negli ultimi giorni
diverse famiglie sono state invitate a lasciare temporaneamente
le proprie case per ragioni di sicurezza, mentre le piogge
abbondanti hanno rimesso in evidenza la vulnerabilità del
versante e l'alta esposizione della zona ai dissesti
idrogeologici. La zona più a rischio sembra essere il versante
della collina che va verso il mare su cui poggia la nota villa
dell'ex Barone d'Erlanger, classificato monumento storico dallo
Stato tunisino, che dal 1991 ospita il "Centro di musica araba e
mediterranea".
Intanto, la municipalità di Sidi Bou Said ha annunciato "fino
a nuovo ordine" chiusure preventive di più vie, vietando il
transito sia ai veicoli sia ai pedoni in alcuni tratti ritenuti
più sensibili. Le restrizioni si inseriscono in un contesto di
perturbazioni che, nell'area del Grand Tunis e nel Nord-Est del
Paese, hanno causato allagamenti localizzati, criticità alla
circolazione ed episodi di smottamento, con l'impiego rafforzato
delle squadre di protezione civile.
L'ondata di maltempo, secondo diversi osservatori tunisini,
ha avuto caratteristiche particolarmente intense: nel Nord del
Paese l'Istituto nazionale di meteorologia ha emesso più avvisi,
con livelli di allerta elevati su diverse regioni, segnalando
condizioni eccezionali e un impatto pesante sulle infrastrutture
di drenaggio. Dal punto di vista geologico, Sidi Bou Said poggia
su un sistema di pendii e falesie costiere che può risultare
sensibile alla saturazione idrica: l'acqua piovana,
infiltrandosi nel sottosuolo, aumenta la pressione nei pori dei
terreni e riduce l'attrito interno, favorendo scivolamenti
superficiali o profondi, soprattutto dove il reticolo di
drenaggio è insufficiente o dove insistono carichi urbanistici e
vibrazioni legate al traffico.
Il caso non è nuovo e il fenomeno è conosciuto da diversi
decenni. La messa in sicurezza della collina è oggetto inoltre
da mesi di un monitoraggio interministeriale. L'indicazione che
emerge dai servizi di protezione civile e dalle autorità locali
è la necessità di passare dalla gestione dell'emergenza a un
piano strutturale: consolidamenti mirati, drenaggi profondi,
riduzione dei fattori di instabilità e controllo continuo delle
deformazioni del terreno, per evitare che nuovi episodi di
pioggia possano innescare cedimenti più gravi in un'area
densamente edificata e ad alta valenza turistica. In attesa di
decisioni operative e finanziamenti, l'appello delle autorità
resta alla prudenza: limitare gli spostamenti nelle zone
interdette, rispettare le indicazioni municipali e segnalare
tempestivamente crepe, cedimenti e anomalie del suolo che
potrebbero anticipare nuovi smottamenti. (ANSA).
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