DA VEDERE
Abitare spazi sospesi tra antico e contemporaneo
Le creazioni di Depero dialogano con il Museo Bagatti Valsecchi. Quaranta opere esposte che vanno dagli anni Trenta agli anni Cinquanta
Una settantina d’anni e duecento chilometri separano lo stesso sogno: abitare l’arte, dentro spazi sospesi tra antico e contemporaneo. Alla fine dell’Ottocento, i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi reinventarono la propria dimora milanese in stile neorinascimentale, senza tuttavia senza rinunciare a riscaldamento, acqua corrente e luce elettrica, per l’epoca novità assolute; a Rovereto, negli anni Cinquanta, Fortunato Depero trasformò un edificio storico nella celebre e moderna Casa d’Arte Futurista Depero, un organismo vivo, «dove luce, architettura e allestimento danno vita a un’esperienza totale, dove l’ambiente non è solo sfondo ma cambia profondamente attraverso l’opera». L’idea, spiega la curatrice, «è quella di sovrapporre la sperimentazione di Depero con quella dei Baroni Bagatti Valsecchi per creare un corto circuito estetico e intellettuale». Così, i due collezionisti milanesi e l’artista trentino si incontrano idealmente nella Casa Museo Bagatti Valsecchi grazie alla mostra Depero Space to Space. La creazione della memoria, in collaborazione con il Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto - e con la curatela di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico. Una quarantina di opere di Depero dialogano con gli ambienti creati dai fratelli milanesi e con le opere presenti nelle diverse sale, in un singolare allestimento appositamente pensato dallo studio di architettura A-Fact di Milano per esaltare la collocazione ei lavori futuristi in un contesto abitativo con un’identità ben definita come casa Bagatti Valsecchi.
Inoltre, per dare vita alla ricerca deperiana di un’arte che coinvolga tutti i sensi, sono stati ideati (da Gaetano Cappa, Istituto Barlumen) quattro ambienti immersivi che rievocano le sonorità futuriste: «il suono – spiega Cappa - è una costante nell’arte di Depero: dalle tavole parolibere in cui le onomatopee verbali e grafiche si fanno ascoltare con gli occhi alle sue liriche radiofoniche scritte per essere declamate e trasmesse».
Con questa mostra Depero ritorna a Milano, sua città d’elezione, che nel 1946 aveva ospitato una personale alla Galleria Il Camino, grazie al prezioso sostegno dell’amico collezionista Gianni Mattioli e dove nel 1962 venne allestita una retrospettiva curata da Guido Ballo che ne sancì la rivalutazione critica.
Il percorso si conclude con la rievocazione del leggendario locale bolzanino ViBi Bar (Vino-Birra Bar) del 1937, trasformato da Depero in un’opera d’arte totale, con le celebri tarsie in panno per le Cantine Cavazzani tra cui Allegoria della birra e del vino e Il Gallo. Il museo ripropone l’atmosfera del luogo con il “ViBi Bar Depero”, ciclo di cinque serate tra febbraio e luglio, con visita guidata, jazz dal vivo e aperitivo futurista in omaggio alla convivialità modernista.
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