Affrontare il lockdown con adolescenti e bambini.
SPECIALE SALUTE

Strategie comunicative per aiutare figli e nipoti.
Il pedagogista è una figura di accompagnamento per tutte le fasi della vita. Ma in questo periodo vengo contattata prevalentemente da genitori preoccupati per i loro figli. Le domande a cui più frequentemente vengo sottoposta sono: “Come posso aiutare mio figlio che è sempre arrabbiato?”, “Come faccio a convincerlo a non farsi prendere dallo sconforto?”
L’adolescenza è un periodo di forte cambiamento dove il rapporto con il coetanei è fondamentale per la crescita. Di norma il giovane si allontana da casa per fare esperienze creando poi un’identità. Durante questa fase della vita l’adolescente spesso vede i genitori come le “autorità”, coloro che dicono “no”. Non è raro infatti, che in questo momento tanti adolescenti siano arrabbiati e sfoghino le proprie frustrazioni proprio sulle autorità più vicine.
Come aiutare un adolescente arrabbiato? Il primo consiglio è quello di diventare complici dei figli, standogli accanto e prestandosi all’ascolto. Aiutiamoli a trovare una nuova routine, quest’ultima è di fondamentale importanza perché trasmette stabilità e equilibrio. Cosa significa diventare complici? Non significa rinunciare al proprio ruolo di educatori, ma al contrario essere anche accompagnatori, facendo loro capire che si è consapevoli del dolore che stanno provando e che questa situazione ingiusta prima o poi finirà. Evitiamo di limitarci a leggere unicamente le restrizioni, ma parliamone con loro, coinvolgiamoli e affrontiamo questa situazione insieme. Scopriamo quali sono i loro interessi e condividiamoli. Per esempio guardare una serie tv, ascoltare la musica o fare esercizio fisico insieme sono tutti momenti che permettono l’instaurazione di un rapporto comunicativo e sano. Teniamo presente che i giovani stanno soffrendo per la mancanza di un aspetto fondamentale per la loro età, se i ragazzi non sono abili a parlare dei loro sentimenti i genitori devono diventare bravi osservatori per poter andare loro incontro in caso di difficoltà. Una delle differenze tra oggi e un anno fa è la maggiore presenza di stanchezza e frustrazione sia per i figli che si sentono derubati della loro spensieratezza sia per i genitori che sono impotenti di fronte a questa situazione.
Un’altra età che necessita del confronto con il coetaneo è quella dei bambini. Anche i più piccoli sono provati da questa situazione che li obbliga tra le mura di casa. I bambini necessitano di poter giocare con i pari, perché è proprio grazie al gioco che un bambino apprende e si sviluppa. Come possono i genitori e i nonni limitare i danni? Essendo ormai una situazione che è dilagata nel tempo, è importante che gli educatori che trascorrono la giornata con i figli e i nipoti siano in grado di contribuire allo sviluppo cognitivo e motorio del bambino. Il consiglio è quello di organizzare la giornata creando una routine. Ci sono differenti attività che si possono fare in casa come: artistiche utilizzando materie plastiche come la pasta di pane per lo sviluppo della capacità manuale. Imparare filastrocche e leggere storie per esercitare l’aspetto cognitivo. Creare percorsi in casa per svolgere attività motoria.
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