L’ESCURSIONE
Ai confini della Val Grande
Un tour tra Miazzina, i monti Todun e Todano e il pizzo Pernice. Il sentiero si snoda su prati e paglioni e uno strepitoso panorama. Si può accorciare l’anello rientrando alla Cappella Fina

Non soltanto aspra e selvaggia, la Val Grande offre anche dei panorami dolci e straordinari sul lago Maggiore, come nel caso di un’escursione senza particolari difficoltà, a parte la lunghezza e il dislivello, sopra Intragna e Miazzina, non lontano da Verbania. Si tratta di un itinerario ad anello decisamente appagante dove, sostanzialmente, si cammina avendo accanto, per lunghi tratti, il Verbano e la wilderness della Val Grande toccando tre cime: il monte Todun, il pizzo Pernice e il monte Todano. Arrivati a Miazzina si seguono le indicazioni per il parcheggio di via Risorgimento che si trova sul limite del centro abitato e si prosegue sulla strada asfaltata fino a trovare le indicazioni per l’Alpe Runchio (741 m), subito dopo un piccolo ponte di legno. Si segue quindi il sentiero e dopo aver superato un torrente, si raggiunge l’alpeggio di Runchio da dove, sopra le baite, iniziano a spuntare le indicazioni del Kilometro Verticale che porteranno direttamente al monte Todun a quota 1.298 m. Nessun timore: il nome non indica alcun tratto esposto, si tratta di un sentiero ripido come ce ne sono tanti altri e senza nessuna difficoltà particolare come, del resto, tutta questa escursione. Raggiunta la cima del Todun, è possibile riposarsi sulle panchine e il tavolo presenti e scattare qualche fotografia dello stupendo panorama. Il Todun, infatti, è il dentino da cui parte la lunghissima cresta che porterà in vetta al “cugino” Todano. Si tratta di una cresta amplissima, dove il sentiero si snoda su prati e paglioni, accompagnati da uno strepitoso panorama sul Monte Rosa, sulla Val Grande e sul Lago Maggiore. Insomma, si tratta di una traversata esaltante per gli occhi, da ripetere anche più volte nel corso della vita, perché non annoia mai. In primavera, per esempio, si potrà essere accompagnati da rondini e rondoni che, evidentemente, apprezzano anche loro questa dorsale. D’autunno, invece, dominano i colori con alcuni alberi e una particolare vegetazione che sembrano essere collocati appositamente per creare quei quadri che solo la natura è in grado di disegnare.
Dal monte Todun si prendono le indicazioni per il pizzo Pernice, affrontando ancora un tratto in salita che porta a quota 1.506 m. A questo punto, inizia un tratto in discesa, alla fine del quale si può accorciare di molto l’anello, rientrando alla Cappella Fina e a Miazzina. Se invece si prosegue, si risalgono alcuni balzi, alternati da tratti più pianeggianti, prima di compiere l’ultimo pezzo di dislivello. Arrivati ai piedi del Todano si tira il fiato al Pian Cavallone, con la sua chiesetta ben visibile anche da lontano e l’omonimo rifugio che si trova nei pressi. Da qui, con un ultimo strappo si raggiunge la cima del Todano a quota 1.667 m, con la sua croce e il libro di vetta. Se si hanno ancora delle energie e, in cima, c’è troppa gente, i montagnini che preferiscono il silenzio possono allungare l’escursione anche al Pizzo dei Balmit, che si raggiunge percorrendo, per una quindicina di minuti, la cresta ben visibile, tutta in falso piano. Dal quassù la vista è impagabile, visto che ci trova al cospetto di una larghissima porzione del lago Maggiore che, seppure in lontananza, non perde per niente, anzi, ne amplifica la sua maestosità.
Per il rientro, vista la lunghezza, bisogna armarsi di pazienza: si torna a Pian Cavallone e si segue la strada compiuta all’andata per il pizzo Pernice. Prima di ricominciare la salita al pizzo, però, si prende il sentiero che scende sulla sinistra e che porta direttamente alla Cappella Fina. Si cammina lungo il versante della montagna, scendendo dolcemente, tant’è che in molti scelgono questo percorso come via di salita, perché è possibile arrivare alla Cappella Fina in auto, risparmiando un po’ di dislivello rispetto a chi, invece, parte da Miazzina. Per rientrare al punto di partenza, dopo la Cappella Fina, si può seguire la strada asfaltata, oppure prende a destra una traccia non molto evidente che, all’interno del bosco, passa dall’Alpe Loda per rientrare “alla base”.
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